Mappano: sale la tensione contro l’annunciato ricorso al Tar di Borgaro e Leinì


Nel neo Comune c’è chi è perplesso e chi apertamente minaccia altre azioni legali. Sui social network i toni si infiammano, ma la protesta sembra alquanto limitata ai soli addetti ai lavori.

di G.D’A.

Mappano – “Ora basta! Valuteremo i termini del nuovo ricorso e le azioni conseguenti, ma chi volesse di nuovo calpestare la dignità dei mappanesi abbandonando la strada della collaborazione sappia che dovrà pagare un conto molto salato! Mappano ai Mappanesi!”. Così ha postato ieri sera su Facebook il Presidente del Comitato Mappano Comune, Francesco Grassi, in linea con un concetto di fondo che ha sempre espresso nei suoi interventi anche in passato: il continuo bloccare l’autonomia dei mappanesi genera dei costi ai danno dei cittadini mappanesi, ma prima o poi qualcuno sarà chiamato a risarcirli. A Grassi ha subito fatto eco Gianni Bellini, storico rappresentante della Lega Nord locale, che sempre sul social ha scritto: “Francesco condivido pienamente, noi abbiamo intenzione di presentare comunque un esposto in Procura sulla vicenda”.

Toni duri anche dal Movimento 5 Stelle, che pochi giorni fa ha presentato Luigi Longobardi come candidato Sindaco della ex frazione, che parla apertamente di guerra di potere. “il ricorso al TAR da parte di Borgaro e Leinì è la prova del loro fallimento per non avere ascoltato i cittadini – recita il comunicato stampa pentastellato che aggiunge: “In questo clima in cui ognuno pensa a se, noi del Movimento 5 Stelle Mappano andremo avanti nel nostro percorso, affinché non sia calpestata per l’ennesima volta la volontà dei cittadini mappanesi”.

Più compassato il pensiero di Valter Campioni, del Partito Democratico, altro ipotetico candidato Sindaco. “Il ricorso mi lascia perplesso perché non comprendo le vere motivazioni. Lo strumento delle convenzioni – spiega l’attuale Presidente del CIM – avrebbe risolto la questione di carattere economico, senza dimenticare che se il ricorso venisse accolto temo una paralisi dell’attività svolta dal CIM”.


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Giovanni D'Amelio