Parlare del proprio aspetto e il fenomeno del Body Shaming: il parere di un esperto


“Mi sembri dimagrita” può essere una frase fuori luogo? Ogni società stabilisce dei modelli ideali di bellezza che diventano veri e propri standard per definire le persone sul piano estetico.

di Alice Rabai, psicologa del team Life & Mind Psicologia di Mappano

Il gesto di Will Smith, salito sul palcoscenico per schiaffeggiare il presentatore della Notte degli Oscar, probabilmente, è l’episodio che più ricorderemo di questa edizione. Che si sia trattato di un atto reale piuttosto che di una scenetta preparata, la battuta mossa nei confronti della moglie dell’attore ha fatto parlare molto, in questi giorni, di un fenomeno conosciuto come body shaming. Parlare del proprio aspetto fisico non è facile, soprattutto quando le rappresentazioni del corpo sono strettamente connesse al concetto di autostima. Ogni società stabilisce dei modelli ideali di bellezza che diventano veri e propri standard per definire le persone sul piano estetico.

La cultura occidentale, per esempio, anche attraverso la diffusione degli influencers, sta sostenendo sempre più una vera e propria gara verso la perfezione, dimenticando che questi modelli sono spesso irraggiungibili se non addirittura irrealistici. Anche per questo, negli ultimi anni, si è sentito sempre più parlare di body shaming ovvero la tendenza a commentare in maniera offensiva l’aspetto fisico di una persona, attraverso parole sarcastiche e aggressive. Consiste in un vero e proprio atto di bullismo poiché la vittima può sviluppare sentimenti di inadeguatezza che possono minare gravemente l’autostima.

Le caratteristiche che sono prese di mira possono riguardare una costituzione fisica troppo magra o troppo grassa, ma anche il fatto di portare gli occhiali o l’apparecchio per i denti, il modo di vestire o di colorare i capelli. “Mi sembri dimagrita” può essere percepito come un giudizio fuori luogo e non richiesto perché non sappiamo se quella persona sia dimagrita per una volontà propria o se invece stia passando un momento particolarmente difficile e delicato. Ridurre tutto a un semplice commento esteriore non fa altro che sottolineare a quella persona il suo cambiamento. In questo modo rischiamo non solo di essere fuori contesto, ma anche di provocare dolore e sofferenza. La sensazione di inadeguatezza e il sentimento di vergogna può rimanere presente nella vittima di body shaming per molto tempo e può trasformarsi in bassa autostima, scarsa fiducia in se stessa, fino a innescare la comparsa di vere e proprie patologie come i disturbi dell’alimentazione.

A questo proposito, in alcuni casi, può essere sufficiente intervenire andando a scardinare alcune convinzioni che abbiamo sui noi stessi, in altri, può essere necessario l’intervento di uno specialista, soprattutto se la situazione è molto grave. Per esempio, potrebbe essere utile lavorare sul fatto che la forma fisica non definisce il valore personale di un individuo; al limite, può indicarci quanto il corpo è in salute e se lo stile di vita condotto, è sano. Inoltre, sarebbe opportuno ridimensionare l’importanza che, soprattutto nell’ultimo periodo, stiamo dando ai social. Si tratta infatti di strumenti che veicolano un’immagine distorta della realtà, dove tutti sembrano condurre vite felici e avere un aspetto impeccabile. La realtà delle cose è ben diversa poiché la sofferenza non fa distinzioni e i problemi colpiscono anche le persone meno sospettabili.

Infine, è importante considerare che, molto spesso, la percezione che abbiamo delle nostre forme, è influenzata dall’umore e da come ci sentiamo in quel momento. Il nostro corpo, infatti, nonostante subisca delle oscillazioni durante la giornata, non cambia da un momento all’altro eppure, in base a come ci sentiamo, tendiamo a vederlo in maniera totalmente diversa.


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Giovanni D'Amelio