Maurizio Cometto a Borgaro per presentare il suo libro “Michele e l’Aliante Scomparso”


Il romanzo è stato presentato giovedì scorso presso la sede della Stazione delle Idee, in via Diaz. Tra alianti – e persone – che iniziano a scomparire e bambini che “crescono” improvvisamente.

di Giada Rapa

Maurizio Cometto

Maurizio Cometto

Borgaro – Dicembre è iniziato con una curiosa e interessante presentazione di un e-book. Michele e l’Aliante Scomparso dello scrittore cuneese Maurizio Cometto, organizzata dal Circolo Letture Corsare e moderata dallo scrittore Andrea Borla. Il romanzo, autoconclusivo, ma che lascia spazio ad un’eventuale sequel, può essere considerato come fantastico, ma soprattutto di formazione. Le esperienze vissute permetteranno, infatti, al giovane Michele, protagonista della storia, di maturare e crescere dal punto di vista personale. Il racconto è ambientato in un piccolo paesino immaginario, Vallascosa, – che si ispira alla provincia di Cuneo – nel corso di un’estate degli anni ’80. Uno scenario che non può evitare di fare un parallelo tra i bambini descritti nel libro, liberi di giocare con gli amici per le vie del paese divertendosi praticamente con niente, e quelli di oggi, presi dai social network e dalla tecnologia. Uno dei punti forti dell’opera di Comello è proprio il tema della crescita: nel libro i bambini crescono all’improvviso in seguito a un rito di iniziazione definito La muta. Una crescita distorta, a cui i bambini sono costretti dalla decisione dei genitori, che porta alla “creazione” di adulti snaturati che hanno perso la loro parte infantile.

“Quella della muta è una sorta di metafora di tutti gli atteggiamenti che gli adulti cercano di imporre ai bambini, anche se non fanno parte della realtà di questi ultimi” spiega Cometto. Attraverso una serie di avventure, più o meno paurose, alla fine il protagonista diventerà adulto, ma attraverso una crescita sana e non imposta dalla muta. Un romanzo gradevole sia per adulti che per bambini, con una piacevole particolarità: nel mondo parallelo in cui i bambini si recano prima della muta, i personaggi che lo popolano – molti bambini, poche bambine e pochissimi adulti – parlano in piemontese.


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