Borgaro: giovani multati, il Sindaco Gambino scrive al Prefetto


La vicenda riguarda un nutrito gruppo di 13 ragazzi, ognuno dei quali ha ricevuto un verbale di 400 euro, sorpresi a giocare a calcetto presso il campo di via Italia nonostante l’Ordinanza ancora in vigore. Il primo cittadino: “I ragazzi hanno sbagliato, ma la pena è spropositata”.

dalla Redazione

A poche ore di distanza dal Consiglio Comunale nel quale si è affrontato l’argomento, il Sindaco di Borgaro Claudio Gambino ha deciso di prendere in mano la situazione e scrivere al Prefetto di Torino per trovare una pena alternativa per 13 giovani borgaresi.

La vicenda, balzata “all’onore della cronaca” non solo locale, è la seguente: il gruppo di ragazzi è stato sorpreso da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Caselle a giocare presso i campetti da calcio di via Italia. Nulla di male, in teoria, se non fosse ancora in vigore un’ordinanza che vieta proprio questo genere di attività, dal momento che i campi risultano ancora chiusi al fine di evitare assembramenti. I ragazzi sono stati multati delle Forze dell’Ordine, con una sanzione da 400 euro ciascuno, che scenderà a 280 euro se pagata entro 30 giorni.

“I campetti da calcio, a differenza di quelli da basket e da pallavolo sono maggiormente frequentati, perciò ho ritenuto opportuno aspettare a riaprirli” ha commentato Gambino, difendendo la sua ordinanza, ma anche le altre parti in causa, ovvero i Carabinieri e i giovani multati, che in un colloquio con il Sindaco si sono dimostrati molto dispiaciuti per l’accaduto Da qui la decisione di Gambino di scrivere a Claudio Palomba,Prefetto di Torino, per chiedere che venga applicata una pena alternativa.

“In considerazione dei fatti esposti -domanda il primo cittadino borgarese – mi rivolgo a Lei per chiedere se fosse possibile applicare una sanzione collettiva ai ragazzi con una pena alternativa in luogo della sanzione pecuniaria che finirebbe per ricadere sulle finanze dei genitori e non dei ragazzi effettivi responsabili della violazione. In virtù della vasta eco che l’episodio ha suscitato sui social network e su diversi giornali di carattere nazionale, credo che un suo intervento nella direzione indicata, senza minimizzare l’accaduto, possa costituire per i giovani coinvolti e per tanti loro coetanei un’importante lezione di educazione civica”.


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