Borgaro: “Una Vita Controsenso”, la storia di Giuseppe Ponchione


L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 ha spinto l’ex consigliere comunale a raccogliere in un libro le sue memorie. Con una particolare attenzione alla vita politica, una delle sue più grandi passioni.

GIUSEPPE PONCHIONE (a destra) con VANNI NOVARA

di Giada Rapa

Nella città di Borgaro è quasi impossibile non sapere chi sia Giuseppe Ponchione, meglio conosciuto come “Ponchio”. Per 10 anni -prima con Vincenzo Barrea, poi con Claudio Gambino– ha svolto il ruolo di consigliere comunale e di capogruppo di maggioranza, dimostrando di avere davvero a cuore la sua città.

“Io amo veramente Borgaro” confessa Ponchio, che pur avendo scelto di non ricandidarsi durante il secondo mandato di Gambino, rimane ancora il punto di riferimento di tanti cittadini per la risoluzione di piccoli e grandi problemi, come per esempio l’illuminazione delle strade. Ma oltre all’amore per la sua città, Ponchio ha sempre avuto nel cuore la politica, alla quale si è appassionato in giovane età. Nato a Torino il 4 settembre 1950 da una famiglia di commercianti che lavorava nella ristorazione, Ponchio ha vissuto la sua infanzia aiutando i genitori fino all’età di 17 anni, quando ha deciso di non seguire le orme paterne, ma al contrario fare domanda per la Finanza, le Ferrovie e il Comune. “Ma non chiedetemi perché ho scelto il Comune!” racconta scherzando Ponchio, che proprio durante i mesi di lockdown ha approfittato dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 per scrivere il suo primo libro, “Una Vita Controsenso”. A coadiuvarlo nella stesura dell’opera l’amico Vanni Novara, maestro contemporaneo di pittura e scultura, che ha arricchito il libro con le immagini di alcune sue opere.

“È un libro sincero, proprio come me, nel quale riverso fatti salienti della mia vita. Degli anni più recenti ricordo il mio pensionamento, nel 2007, quando il sindacato mi ha donato una targa-ricordo che conservo ancora, in bella vista sulla credenza, accanto alla foto di Vincenzo Barrea” spiega Ponchio con un po’ di commozione ricordando l’ex sindaco borgarese, scomparso prematuramente alla fine del 2018. “In modo particolare mi piacerebbe che quest’opera fosse letta dai giovani. Attraverso queste pagine non racconto soltanto la mia vita e le mie esperienze, ma credo di lasciar trasparire l’importanza di provare sempre nella vita, anche a costo di fare degli errori. L’esperienza è necessaria, in qualsiasi campo. Ricordando sempre una cosa fondamentale, che mi ha insegnato mio padre: vivere la vita con umiltà e onestà”.

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