Qualcuno è già tornato al lavoro ieri, ma il grosso delle riaperture è atteso per oggi. Il punto di vista di alcuni addetti del settore operanti a Borgaro. Il decalogo delle regole da rispettare.

di G. D’A.
Alzi la mano chi, in questi mesi, non ha sentito la mancanza della propria o del proprio parrucchiere, oppure dell’estetista. Le mani non le vediamo, ma supponiamo che a sollevarle siano stati veramente in pochi. Il grande giorno della riapertura è giunto ieri, 18 maggio, ma il grosso della ripresa è atteso a partire da oggi. Una ripartenza che porta ossigeno e morale, ma anche ansie e preoccupazioni. Tante, infatti, sono le disposizioni che la categoria dovrà scrupolosamente rispettare per non incorrere in multe e chiusure.
LA PAROLA AGLI ADDETTI – Sulla riapertura in questione, abbiamo sentito alcuni professionisti che hanno il negozio a Borgaro. “Mi sembra che le regole fissate siano un po’ eccessive – commenta Pino Natale di Happy Hair – ma naturalmente ci adegueremo. Certo, non sarà facile lavorare con guanti e mascherina per tante ore al giorno, per non parlare del fatto che la clientela dovrà indossare un camice in tnt, tra l’altro difficili da trovare, con il gran caldo di stagione che sta per giungere. La salute al primo posto, per carità, ma senza inutili esagerazioni”. Su un’altra linea, invece, Stefano Carando, del Barbiere di Borgaro. “I nuovi protocolli li trovo positivi e contengono diverse indicazioni che io già applicavo. Finalmente in Italia, ogni tanto, si riesce a mettere qualche regola positiva, in questo caso quello di non stare tutti appiccicati e parlarsi addosso. Ora questi comportamenti devono diventare abitudini, però, ripeto, non le trovo sbagliati”. Un po’ ansiosa, invece, Cirulli Barbara di Vogue. “Trovo veramente esagerate tutte le indicazioni che dobbiamo rispettare e personalmente riapro con tanta tristezza e paura, sperando di avere eseguito in maniera corretta tutto quello che ci chiedono i protocolli perché si rischiano sanzioni pazzesche. Incrociamo le dite e via”. Abbiamo interpellato anche altri operatori, i quali però, non hanno voluto esprimere la propria opinione perché ancora alle prese con lo studio dei protocolli.
LE 10 REGOLE PRINCIPALI DA RISPETTARE – Ma vediamo nel dettaglio quali sono le misure obbligatorie concordate dalla Conferenza Stato-Regioni: 1) predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione; 2) consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni; 3) potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi.; 4) permanenza dei clienti all’interno dei locali solo per il tempo indispensabile all’erogazione del servizio; 5) assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti; 6) nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori. Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo; 7) i clienti possono indossare anche normali mascherina, mentre l’operatore deve avere dei dispositivi di protezione individuale ad hoc: mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso; 8) assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e degli accessori; 9) favorire il regolare e frequente ricambio d’aria negli ambienti interni, ma senza utilizzare gli impianti di condizionamento; 10) pulire giornalmente i locali comuni, come spogliatoi e servizi igienici, con prodotti specifici.

