Cultura e solidarietà si uniscono con il Lions Club Venaria Reale Host


Giovedì 14 gennaio si è svolta una visita guidata virtuale alla scoperta delle origini e delle bellezze del Museo Egizio di Torino, il cui ricavato sarà destinato all’acquisto di una Camera degli Abbracci per l’RSA di Borgaro.

di Giada Rapa

Anche se il preavviso è stato poco, la serata virtuale promossa dal Lions Club Venaria Reale Host ha ottenuto un notevole riscontro di pubblico, con un numero di partecipanti addirittura salito da 64 a 72 in meno di un’ora.  Merito dell’intento solidale dell’iniziativa, il cui costo di 10 euro andrà a sostenere l’acquisto di una Camera degli Abbracci per l’RSA CasaMia di Borgaro, ma anche della bravissima Luisa Boscolo, laureata in Lettere e Conservazione dei Beni Culturali, che con la sua preparazione e passione ha guidato virtualmente i presenti in un interessante viaggio attraverso la storia della nascita del Museo Egizio di Torino. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al ritrovamento della tomba dell’architetto Kha e di sua moglie Merit, considerata “un vero e proprio tesoro” per la ricchezza di oggetti e dipinti rinvenuti, scoperta nel 1906 da Ernesto Schiaparelli mentre scavava a Tebe nel villaggio degli operai di Deir el-Medina.

“Non potendo fare i nostri consueti service, da ottobre abbiamo iniziato a proporre questi appuntamenti virtuali per sentirci più vicini, anche se ognuno a casa propria” ha spiegato il presidente del Lions Club Venaria Reale Host, Claudio Pelassa, sottolineando l’importante connubio di cultura e solidarietà. La serata di giovedì 14 gennaio è stata inoltre patrocinata dal Comune di Borgaro Torinese, con il quale il Lions Club Venaria Reale Host ha già collaborato lo scorso anno portando in scena lo spettacolo per adulti e ragazzi “Elie Wiesel incontra Anna Frank” in occasione della Giornata della Memoria. “Per la nostra amministrazione è stato un vero piacere patrocinare l’iniziativa” ha commentato l’assessore Eugenio Bertuol salutando tutti i presenti, collegati attraverso la piattaforma Zoom. “È sempre bello fare una serata culturale, anche se il sistema virtuale è sicuramente limitativo rispetto all’esperienza dal vivo. E se l’iniziativa ha anche lo scopo di fare del bene cosa c’è di meglio?” ha concluso Bertuol, rimanendo a disposizione per ulteriori collaborazioni.


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