Borgaro: la cultura della sicurezza deve partire dai giovani e dalle scuole


Nella cittadina, dopo l’installazione temporanea dell’albero di caschetti situato in via Settimo, grazie all’impegno dell’ANPI, della parrocchia e del Movimento dei Lavoratori di Azione Cattolica, c’è l’intenzione di continuare a fare luce su un tema spesso ignorato.

di Giada Rapa

“Le tragedie avvengono perché il fine non è più l’uomo, ma la produttività. Il lavoro è diventato una corsa esasperata al profitto, anziché lo strumento attraverso il quale l’essere umano realizza se stesso mettendosi a disposizione della comunità. Non possiamo abituarci agli incidenti sul lavoro, non ci si può lavare la coscienza attraverso opere benefiche. La vita non si smercia per nessuna ragione: siamo esseri umani e non pezzi di ricambio”.

Parole dure quelle di don Alessandro, parroco di Borgaro, pronunciate qualche settimana fa all’inaugurazione dell’Albero della Sicurezza, allestito in via Settimo. per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro. “Una sfida educativa” l’ha definita il religioso e lo stesso concetto è stato ripreso anche dal consigliere comunale Paolo Massa – in rappresentanza dell’amministrazione insieme al vicesindaco Fabrizio Chiancone – secondo il quale l’argomento andrebbe già affrontato nelle scuole. “Occorre iniziare a veicolare la cultura della prevenzione, anche attraverso iniziative come questa”.

Dello stesso avviso anche Beppe Autorino, del Movimento dei Lavoratori di Azione Cattolica, Paolo Smania del Dipartimento di Prevenzione del Servizio di Igiene e Sanità dell’ASL TO 3, Ugo Bolognese e Marco Fermia della Segreteria FIOM di Torino. Bolognese in particolare ha posto l’attenzione “sull’imperativo morale di far rispettare le leggi”, ma anche di cambiare quelle sbagliate, dove il lavoratore non è visto come essere umano con una dignità, ma come “somministratore” di un servizio. Preziosa anche la testimonianza di Salvatore Micchichè – Funzione Pubblica GCIL – che ha parlato del problema delle aggressioni agli operatori sanitari, ma anche degli ambienti spesso inadatti alla conservazione dei farmaci. Infine il presidente dell’ANPI di Borgaro, Dario De Vecchis che nel suo intervento ha ringraziato Giulio e Bartolomeo, della “Comunità Cenacolo”, che hanno aiutato nell’installazione dei questo particolare albero di caschetti.


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