Elezioni: si vota l’8 e il 9 giugno, terzo mandato per i sindaci tra i 5mila e i 15mila abitanti


E’ recentissima l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto elezioni, che non solo dispone l’abbinamento delle votazioni amministrative, regionali ed europee, ma cambia anche i limiti dei mandati amministrativi nei dei piccoli comuni.

dalla Redazione

Numero digitale di gennaio LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE

Dopo un lungo tira e molla, la maggioranza che governa attualmente l’Italia si è espressa in merito all’election day di primavera e sul numero di ricandidature continuative dei primi cittadini nei piccoli centri.

SI VOTA DI SABATO E DOMENICA – In Italia, le elezioni europee, regionali (solo in Piemonte, Basilicata e Umbria) ed amministrative si terranno dalle ore 14 alle 22 di sabato 8 giugno e dalle 7 alle 23 di domenica 9 giugno. Terminate le operazioni di voto si procederà subito con lo scrutinio per le europee. Alle ore 14 di lunedì 10 giugno avrà inizio quello per le regionali, passando poi senza interruzione a quelle comunali.

TERZO MANDATO PER I SINDACI, MA NON PER TUTTI – La decisione del cdm di aumentare i mandati da 2 a 3 per i primi cittadini che governano paesi tra i 5mila e i 15mila abitanti nella nostra zona riguarderà innanzitutto Borgaro, dove il sindaco Claudio Gambino sta per concludere il suo secondo mandato, quella di San Francesco al Campo, anch’essa al voto, ma Diego Coriasco è solo ai primi 5 anni di governo, di Caselle, San Maurizio Canavese e Mappano, ove è al secondo mandato anche Francesco Grassi. Niente da fare al momento per Ciriè, che con i suoi quasi 20mila abitanti ad oggi non rientra in questa possibile estensione. Loredana Devietti, che da circa un anno ha iniziato il secondo turno da sindaca, però avrà ancora del tempo a disposizione, sempre se vorrà ricandidarsi, affinché il limite dei mandati cambi anche per i comuni medi e grandi. Una ipotesi non proprio remota, che riporterebbe le lancette indietro di quasi 31 anni, cioè a quando nel 1993 è stata approvata la norma dell’elezione diretta dei sindaci con tanto di limiti alla loro rielezione.

IL SINDACO, UOMO SOLO AL COMANDO? – Senza dimenticare che allora il mandato amministrativo era stato ridotto a 4 anni, riportato poi a 5 pochi anni dopo, nella tornata elettorale elettorale successiva. Ma a seguire i cambiamenti non sono finiti qui, tanto che diversi intellettuali e commentatori della politica sostengono che di modifica in modifica, nei fatti il sindaco è diventato un uomo (donna) solo al comando, al quale il parlamento, eliminando il reato di abuso d’ufficio, lo tutela maggiormente nello svolgimento delle sue funzioni. Senza dimenticare che la legge di Bilancio del 2022 da quest’anno ha aumentato in maniera significativa gli “stipendi” dei primi cittadini. Da questo mese, infatti, i sindaci del nostro territorio percepiranno un emolumento di 4.140 euro lordi mensili, tranne quelli di Mappano e San Francesco al Campo che guadagneranno solo, si fa per dire, 4.002 euro lordi.


Commenti

commenti

Giovanni D'Amelio