Borgaro/Caselle: in occasione nel 25 novembre, la parola soprattutto ai giovani


Diverse le attività che hanno coinvolto le nuove generazioni, per promuovere un vero cambiamento di mentalità. Perché la violenza non deve mai essere la normalità.

di Giada Rapa

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Assistere a quotidiani episodi di violenza non può e non deve diventare la normalità. Per questo, in occasione del 25 novembre – Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne – le città di Borgaro e Caselle hanno scelto di dare voce soprattutto ai giovani, protagonisti di iniziative pensate per stimolare un vero cambiamento culturale. Cortei, disegni, riflessioni e simboli hanno attraversato gli abitati, ricordando che il rispetto e la consapevolezza devono radicarsi nella quotidianità e non esaurirsi in una sola giornata.

BORGARO – L’Istituto Comprensivo ha portato studenti e studentesse della Scuola Primaria e della Secondaria di Primo Grado in corteo per le vie del centro, con partenza e ritorno in Piazza della Repubblica. Qui si sono svolti gli interventi principali, con la partecipazione della Dirigente Scolastica Lucrezia Russo, dell’assessore all’Istruzione Eugenio Bertuol, della presidentessa della Consulta per le Donne Borgaresi Cinzia Tortola, nonché di genitori, nonni, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle associazioni locali. Russo ha sottolineato il ruolo della scuola come agente di cambiamento, mentre la violenza di genere è stata definita una “battaglia di civiltà” che riguarda l’intera società e non solo le donne. Momenti simbolici hanno rafforzato il messaggio: un gruppo di padri – insieme ai figli e alle figlie – ha letto frasi contro gli stereotipi di genere, dimostrando che il coinvolgimento degli uomini è essenziale per decostruire modelli tossici. È inoltre stata ricordata la figura di Franca Viola, che negli anni ’60 rifiutò il matrimonio riparatore, aprendo una rivoluzione culturale.

Nella stessa mattinata, l’associazione Donne in Cammino, in collaborazione con il punto Coop locale, ha donato delle mele rosse: un gesto simbolico per sensibilizzare sulla tematica e lanciare un messaggio di consapevolezza.  In serata, invece, la Consulta per le Donne Borgaresi – già protagonista di un flash mob piuttosto intenso ha promosso una serata informativa. Attraverso la presenza del Luogotenente Fabio Fornaiolo e della Carabiniera Lorena Brigante, del Comandante della Polizia Locale Roberto Mattiello, dell’avvocata Benedetta Donzella – che ha fornito interessanti dettagli sui nuovi reati connessi all’uso dell’AI – e Paola Ferrero, presidente del Centro Antiviolenza di Settimo “Uscire dal Silenzio” sono state affrontati i diversi percorsi che accompagnano una denuncia di violenza.

CASELLE – Presso la città dell’aeroporto, la ricorrenza è stata occasione per ribadire che il cambiamento deve nascere dalle nuove generazioni. La Commissione Pari Opportunità, guidata da Erica Santoro, ha scelto di coinvolgere il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG), perché – come sottolineato – “sarebbe stato inutile farlo da soli: la cultura del rispetto deve partire dai giovani”.  Disegni semplici, ma forti, dislocati per le vetrine della città – grazie anche all’adesione dell’Associazione Commercianti; la facciata del municipio di piazza Europa illuminato di rosso – “Rosso d’amore e non rosso di sangue, perché l’amore non fa male”; la vetrina dell’Informagiovani allestita con una proposta di letture a tema grazie alla collaborazione con la Biblioteca Civica “Jella Lepman”: un mosaico di iniziative con l’unico scopo di dire “no” alla violenza.

“Il 25 novembre non può essere solo una giornata” ha ricordato Santoro, evidenziando l’importanza di progetti a lungo respiro e della sinergia con le scuole, luoghi di socializzazione e formazione che devono riappropriarsi del loro ruolo educativo. Sottolineato anche il valore del CAG come servizio prezioso, capace di confrontarsi quotidianamente con ragazzi e ragazze nella fase delicata della preadolescenza. Non è mancato un messaggio rivolto agli uomini. “C’è una sostanziale differenza tra maschi e uomini. Gli uomini trovano nella donna un’alleata, i maschi cercano di compensare con la violenza”. Da qui l’invito a un’analisi di sé stessi e al sostegno reciproco tra uomini, perché “mettere le mani addosso è segno di debolezza”. Santoro ha inoltre ribadito che non si tratta di una “giornata delle femministe”, ma di un impegno collettivo. Alle ragazze, infine, l’invito a non svendersi e a coltivare prima di tutto il rispetto per sé stesse. “Amare è bello, ma la consapevolezza di sé viene prima di tutto”.


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