Borgaro: la commovente storia di Lea Garofalo raccontata dalla sorella Marisa


Nella giornata del 10 febbraio, la donna ha incontrato sia i ragazzi e le ragazze delle classi 2e della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo, sia gli adulti. Presente all’appuntamento con gli alunni anche il casellese Mauro Esposito.

di Giada Rapa

Nell’ambito delle iniziative sulla Promozione alla Legalità, i ragazzi e le ragazze delle classi 2e della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo di Borgaro hanno avuto la possibilità – insieme alle loro famiglie, di incontrare Marisa Garofalo e ascoltare dalla sua voce la storia della sorella Lea.

Un racconto intenso e toccante che ha messo in luce il coraggio di Lea Garofalo, una testimone di giustizia che ha avuto la forza di dire “no” alla ‘ndrangheta e alla cultura mafiosa. Consapevole delle tragiche conseguenze che la sua scelta avrebbe portato, ha comunque deciso di distanziarsi da questo sistema anche per il bene della figlia Denise, avuta in giovane età con Carlo Cosco. Ma Lea non è stata solo vittima di mafia: lo è stata anche di femminicidio – come ricordato dalla Dirigente Scolastica Lucrezia Russo – e di uno Stato che l’ha abbandonata, come sottolineato dalla sorella. Sorella che, nonostante le ripetute minacce ricevute, continua a portare la storia di Lea per tutta Italia. Durante l’appuntamento con gli studenti è stata evidenziata l’importanza della scuola e della cultura, quali armi potenti contro la mafia, con Marisa che ha esortato i presenti a studiare e a non voltarsi mai di fronte alle ingiustizie. Il suo messaggio è stato chiaro: la storia di Lea deve essere un esempio di coraggio e determinazione per tutti.

All’incontro del mattino ha partecipato anche un altro testimone di giustizia, il casellese Mauro Esposito, che in questi giorni è stato in Liguria – in particolare ad Alassio, Albenga e Sanremo – per la rappresentazione de “La Cosa Giusta”, pièce teatrale tratta dal suo libro “Le Mie Due Guerre”. Alla prima dello spettacolo ad Albenga, domenica 9 febbraio, hanno preso parte la stessa Garofalo e Marco Sorbara, ex assessore alla Sanità della Valle d’Aosta ingiustamente tenuto in carcere per 2 anni prima di essere considerato innocente dalla Corte di Cassazione.


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