Borgaro: tra storia e prospettive future, le penne nere hanno festeggiato i 92 anni del gruppo


Oltre al tradizionale appuntamento domenicale – con alzabandiera, omaggio ai caduti, messa e pranzo comunitario – il sodalizio ha organizzato una serata per raccontare cosa significa essere Alpino oggi.

di Giada Rapa

In occasione del 90 anno di fondazione del gruppo, gli Alpini di Borgaro avevano organizzato un lungo weekend di manifestazioni, con diversi appuntamenti dilazionati tra le giornate di venerdì, sabato e domenica. Lo scorso anno le celebrazioni erano state più contenute, ma arricchite dall’inaugurazione del Polo Logistico del gruppo cinofilo della sezione ANA di Torino proprio presso la sede delle penne nere borgaresi.

In questo 2025, anche su suggerimento dell’alpino Beppe Marabotto, oltre al tradizionale appuntamento domenicale – con l’alzabandiera, l’omaggio al Monumento ai Caduti di via Settimo e di piazza Vittorio Veneto, la cerimonia religiosa e il pranzo comunitario – venerdì 4 aprile si è svolta una interessante serata dal titolo “Essere Alpini Oggi”. L’evento in questione si è snodato attraverso 3 momenti principali, arricchiti da racconti e testimonianze: la rievocazione del passato, il racconto del presente e lo sguardo al futuro.

Il primo momento della serata è stato condotto dallo stesso Marabotto, che ha letto diverse pagine del diario di suo padre, Matteo, alpino che durante il Secondo Conflitto Mondiale ha combattuto sul fronte occidentale, su quello greco-albanese e su quello russo. Pagine da cui emerge la durezza della vita militare e l’assurdità delle battaglie combattute. La conclusione, con il ricevimento della Croce di Guerra, è amara. “Dopo 30 anni mi davano la Croce di Guerra, ma intanto 30 anni prima mi avevano rubato la gioventù”.

Il secondo momento, la presentazione contemporanea, è stata affidata al Tenente Colonnello del Genio Guastatore Alpini in servizio presso il Comando di Reazione Rapida della NATO, Gianluca Bruno. Dalla difesa dello Stato e degli interessi Nazionali; al contributo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale; passando per concorsi e compiti specifici – come il supporto alla Protezione Civile, la sicurezza dei comprensori sciistici e il servizio Meteomont per citarne alcuni – fino a riungere alla bonifica di ordigni bellici inesplosi della Seconda Guerra Mondiale – oltre 1980 neutralizzati in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta negli ultimi 20 anni: tutto questo, e molto altro, è stato illustrato dal militare, che ha anche letto la lettera dell’alpino Matteo Miotto, deceduto durante una missione in Afghanistan nel 2010.

Il terzo e ultimo momento, il futuro degli Alpini, si è concentrato sull’ANA, realtà fondata nel 1919 che ancora oggi continua a mantenere vivi i valori alpini attraverso iniziative di volontariato e solidarietà. Con oltre 320.000 soci nel 2023, l’ANA non si limita a organizzare raduni, ma è attivamente impegnata nella Protezione Civile e in progetti umanitari, come l’attivazione degli ospedali da campo e l’addestramento delle Unità Cinofile. Di questi ultimi ha parlato Franco Battegazzore, presidente dell’Unità Cinofila da Soccorso che, nata ufficialmente nel 2023, ha già all’attivo 2 cani che hanno completato il percorso di formazione. Un focus è anche stato fatto sugli ospedali da campo, con un applauso a tutti quei volontari che si sono resi disponibili in periodo di pandemia. Perché, come ricorda il motto degli alpini, occorre “ricordare i morti aiutando i vivi”.

A conclusione della serata è intervenuto il sindaco Claudio Gambino, che ha ringraziato tutti coloro che sono intervenuti per meglio far conoscere questa importante realtà. “Un gruppo su cui poter contare, sempre pronto a uscire dalla sua sede per offrire supporto. Un augurio da parte mia e da parte di tutta la città”.


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