Borgaro: un giardino intitolato alla memoria di Raffaele Terlizzi


A pochi mesi dalla scomparsa del presidente dell’associazione Lucani di Borgaro “Orazio Flacco”, il Direttivo del sodalizio gli ha reso omaggio con l’intitolazione dell’area verde di via Settimo.

di Giada Rapa

“In ricordo di Raffaele Terlizzi (1948 – 2025), presidente dell’Associazione Culturale Lucani di Borgaro Orazio Flacco. Il suo modo di operare, fondato sulla valorizzazione delle origini lucane, ha costituito per 25 anni un punto fermo nel favorire l’aggregazione e lo scambio culturale della nostra città”. Recita così la targa posizionata nell’area verde lungo via Settimo, che nella mattinata di sabato 8 novembre è stata intitolata a ricordo di una figura che tanto ha dato alla comunità borgarese e non solo.

A distanza di pochi mesi da questa perdita – che ha impattato non solo sulla moglie e le figlie, ma anche sulla sua famiglia associativa – il Direttivo del sodalizio da lui presieduto ha voluto ricordarlo in questo modo. La scelta del giardino non è stata causale dal momento che, come ricordato da Peppuccio Insalaco – membro dell’associazione e anche consigliere di maggioranza – “Raffaele era una presenza luminosa, capace di far fiorire idee”. Numerosi interventi hanno composto un ritratto corale di Terlizzi: un uomo mite ma determinato, capace di unire le culture, promuovere la solidarietà e valorizzare le radici lucane. Dalla vicepresidente dell’associazione “Orazio Flacco” Maria Logrippo; alla Dirigente Scolastica Lucrezia Russo, passando per la professoressa Amedea Bertello – che hanno ricordato il Concorso Letterario “Basilicata”, che ha permesso a generazioni di studenti di conoscere la storia e le tradizioni della terra d’origine di Terlizzi – arrivando all’ex presidente della Federazione dei Circoli e Associazioni Lucani del Piemonte Rocco Sabia, all’attuale presidente Piero Pittaro e ai soci fondatori Claudio Frontuto, Roberto Placido e Vito Sileo.

In ultimo, sono intervenuti il sindaco Claudio Gambino, il quale ha definito Terlizzi “un esempio vivente di educazione civica” e l’onorevole Mauro Laus, ricordando che “una persona continua a vivere finché c’è qualcuno che la pensa o pronuncia il suo nome”.


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