Borgaro: una serata per riflettere sul tema della sicurezza sul lavoro


Organizzato dall’Intercircolo PD Borgaro – Caselle – Mappano, l’incontro ha posto l’attenzione su un argomento spesso sottovalutato, con alcuni accenni ai quesiti referendari per i quali si andrà a votare l’8 e il 9 giugno.

di Giada Rapa

La sicurezza sul lavoro continua a essere una questione centrale in Italia, con numeri allarmanti di incidenti – 3 al giorno – e malattie professionali che dimostrano l’insufficienza delle misure attualmente in vigore. La serata organizzata lunedì 19 maggio a Villa Tapparelli dall’Intercircolo PD Borgaro – Caselle – Mappano, insieme a CIGL, CISL, UIL e la Sezione ANPI locale “Ercolina Suppo”, ha posto l’attenzione su questi temi cruciali, analizzando il ruolo della committenza, i rischi legati alla precarizzazione del lavoro e la necessità di una cultura della prevenzione più radicata. Durante l’evento, moderato dall’ingegner Paolo Massa, sono stati anche discussi alcuni quesiti referendari per cui si voterà l’8 e il 9 giugno, con particolare attenzione a quelli legati alla riduzione della catena dei subappalti e alla cittadinanza.

L’architetto Giorgio Giani ha evidenziato l’importanza della sicurezza fin dalla fase di progettazione, sottolineando il ruolo del Coordinatore della Sicurezza. Nel suo intervento, il professionista ha anche sottolineato come la compressione dei tempi di realizzazione delle opere, spesso dettata da incentivi economici e scadenze stringenti, sia una causa importante che genera i sinistri. Il caso del Superbonus 110% ha infatti dimostrato come l’accelerazione dei lavori possa portare a una riduzione delle misure di sicurezza, aumentando il rischio di incidenti. I dati ufficiali sugli infortuni sul lavoro, però, spesso non riflettono la realtà, con numeri sottostimati rispetto alle effettive morti e malattie professionali, come illustrato dal Medico del Lavoro Riccardo Falcetta. In particolare, i tumori occupazionali rappresentano una problematica ancora poco riconosciuta, con migliaia di casi ogni anno legati all’esposizione a sostanze nocive nei luoghi di lavoro. Presenti al tavolo anche la Responsabile CGIL della Camera del Lavoro di Settimo e Ciriè Alfonsina D’Onofrio, il Segretario Territoriale CISL Torino e Canavese Davide Provenzano e il Componente della Segreteria Regionale UIL Francesco Lo Grasso. Questi hanno parlato della necessità di responsabilizzare maggiormente la committenza nei contratti di appalto, evidenziando come la legge attuale escluda la responsabilità solidale della committenza – cosa che il referendum vorrebbe abolire – favorendo una catena di deleghe che porta a condizioni di lavoro insicure. Inoltre è stato ribadita la necessità di una formazione più efficace per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) affrontando la sproporzione tra datori di lavoro e RLS in termini di preparazione; sottolineando che la ricerca del profitto spesso supera l’attenzione per la vita umana.

In ultimo, la Consigliera Regionale PD Gianna Pentenero ha ricordato le tragedie industriali avvenute sul territorio, da Thyssenkrupp a Brandizzo, e il ruolo che questa hanno avuto nel miglioramento normativo, criticando la mancanza di controlli e la frammentazione delle competenze tra diversi enti ispettivi. Pentenero ha anche parlato del lavoro nero e della cittadinanza: il lavoro nero è una realtà diffusa, soprattutto tra i cittadini stranieri in attesa di cittadinanza, che spesso si trovano costretti a lavorare senza tutele. La riduzione dei tempi di attesa per la cittadinanza da 10 a 5 anni, come prevede un altro quesito referendario, potrebbe contribuire a migliorare la sicurezza e la regolarizzazione del lavoro.

La serata ha dimostrato che affrontare il problema della sicurezza sul lavoro richiede un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, imprese e lavoratori. Maggiori investimenti in prevenzione, controlli più efficaci e una revisione del sistema degli appalti sono passi fondamentali per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose.


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