La giovane 26enne, neo cittadina borgarese, ha dato alle stampe un lavoro con 3 canzoni, nate nel buio e intrecciate dall’idea di fine.

dalla Redazione
L’abbiamo lasciata circa un anno fa, quando Giove, all’anagrafe Giorgia Livecchi, classe 1999, insieme ad altri giovani artisti apriva il Concerto di Capodanno a Torino. A distanza di 12 mesi Giove è cambiata in BluGiove, è diventata cittadina borgarese e ha dato alle stampe il suo primo EP Fantasmi alla luna. Un disco, prodotto dall’etichetta Woodworm, che raccoglie tre canzoni (L’ultimo giorno del mondo, Stella cadente e Primavera blu) nate nel buio e intrecciate dall’idea di fine: la fine di una relazione, la fine del mondo, la fine della propria autodistruzione. Un misto di indie rock e cantautorato alternativo con testi intensi ed ironici.
“Come avrete notato dal cambio nome – racconta – per me è un nuovo importantissimo inizio. Chi mi conosce da vicino sa che vivo molto la malinconia, perciò ho messo questa parte di me in tutte e tre le canzoni dell’ep. Dentro – aggiunge BluGiove – troverete un po’ di ironia, che serve sempre contro l’angoscia, e un po’ di amore, che serve sempre contro la noia. Spero ci siate anche voi qui con me e che queste canzoni vi facciano compagnia quando vi sentite persi”.

