Mentre l’amministrazione ha annunciato la riapertura di uno sportello CUP, la camminata promossa dal Circolo PD locale ha attraversato le vie della città per chiedere anche altri servizi.

di Giada Rapa
Negli ultimi mesi Borgaro ha visto un progressivo spostamento dei servizi dell’ASL TO4 verso Caselle. Per questo il Circolo PD locale ha organizzato una camminata di protesta, attraversando le vie della città per chiedere il ripristino dei servizi essenziali.
Meno di due ore prima dell’iniziativa, l’amministrazione comunale ha diffuso un comunicato annunciando un primo risultato ottenuto nel confronto con l’ASL: la disponibilità a riaprire un Punto CUP a Borgaro. Lo sportello sarà inizialmente attivato all’interno del municipio – nei prossimi giorni verranno definite le modalità operative – in attesa del completamento dei lavori nella Casa della Salute di via XX Settembre, dove verrà successivamente trasferito. “L’obiettivo condiviso – si legge nella nota – è quello di creare non solo un punto per le prenotazioni sanitarie, ma anche uno spazio di ascolto e orientamento per i bisogni della comunità direttamente sul territorio”.
La camminata di protesta si è svolta comunque, perché – come hanno ribadito gli organizzatori – “non ci si può fermare alle prenotazioni delle prestazioni”. Il tema, infatti, è più ampio: riguarda la perdita progressiva di servizi di prossimità e il rischio che Borgaro diventi sempre più dipendente da Caselle per visite, prelievi, vaccinazioni e consultorio. Durante la manifestazione sono intervenuti amministratori locali, rappresentanti regionali e cittadini. La segretaria del Circolo PD Isabella Licursi ha ricordato che “non tutti possono andare a Caselle” e che servizi come prelievi, vaccini e consultorio “sono essenziali per un territorio”. Ha poi sottolineato come la riduzione della sanità territoriale rischi di far diminuire la prevenzione, con conseguenze anche economiche: Il Coordinatore PD per l’area nord-est Marco Sciretti ha parlato di “taglio dei servizi pubblici” e della necessità di opporsi a un processo che “sposta sempre un po’ più in là i servizi, fino a farli sparire”. Un tema ripreso anche dal dottore Matteo Rocchetti, che ha allargato il discorso alla qualità della vita cittadina. “Non è solo una questione sanitaria. Se perdiamo treni affidabili, uffici postali, servizi essenziali, rischiamo di diventare una città fantasma”. A intervenire anche il medico Gianluca Bruno, che ha richiamato la necessità di una visione più ampia. “Stiamo parlando dei problemi dei cittadini. La popolazione invecchia e serve una prospettiva chiara”. A livello regionale, la consigliera Monica Canalis ha ricordato come “dalla pandemia avremmo dovuto imparare l’importanza della sanità territoriale”. Accanto a lei, il consigliere Alberto Avetta che ha evidenziato il legame tra tagli alla sanità e tagli al trasporto pubblico, invitando a “non abbassare l’attenzione sui servizi di prossimità”. Il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle ha
invece evidenziato le criticità del sistema di prenotazione.
La manifestazione si è conclusa con un appello condiviso: continuare a vigilare affinché la riapertura del CUP sia solo il primo passo verso il ripristino di una sanità di prossimità, accessibile e capillare. “La gente ha smesso di farsi sentire perché crede non serva – ha detto Licursi – ma questo modo di pensare va cambiato. I servizi devono restare sul territorio”.

