L’incontro, promosso dall’OIPA con il patrocinio del comune, ha visto la partecipazione di relatori e tecnici impegnati a raccontare come il clima che cambia stia trasformando boschi, uccelli e interi ecosistemi.

dalla Redazione
Una serata partecipata e dal taglio divulgativo quella che si è svolta recentemente a Cascina Nuova, dove OIPA Italia – con il patrocinio del comune di Borgaro – ha proposto un incontro dedicato a comprendere come il cambiamento climatico stia modificando la biodiversità che ci circonda. A introdurre e moderare l’appuntamento è stato Alessandro Piacenza, rappresentante OIPA, mentre l’assessore all’Ambiente Giancarlo Lorenzi ha portato il saluto dell’amministrazione, sottolineando l’importanza di affrontare questi temi anche a livello locale.
Il primo intervento è stato affidato a Franco Correggia, divulgatore scientifico e scrittore, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta dei boschi antichi, descritti come ecosistemi complessi e maturi, capaci di regolare il carbonio e di mantenere un equilibrio ecologico costruito nel corso dei secoli. Correggia ha evidenziato la differenza tra foreste storiche e boschi più recenti, spesso meno ricchi dal punto di vista biologico, ricordando come la tutela delle aree autoctone sia fondamentale per contrastare la perdita di biodiversità. A seguire, il ricercatore universitario e ornitologo Riccardo Alba ha approfondito il tema delle migrazioni aviarie, mostrando come l’aumento delle temperature stia alterando i ritmi biologici di molte specie. Il fenomeno del “mismatch climatico”, ha spiegato, si verifica quando la fioritura delle piante e la comparsa degli insetti avvengono in anticipo rispetto all’arrivo degli uccelli migratori, che trovano così meno risorse nel momento cruciale della nidificazione. Un cambiamento che sta già influenzando rotte, tempi e comportamenti di numerose popolazioni.
La serata ha poi allargato lo sguardo agli effetti globali del riscaldamento climatico, con riferimenti alla sesta estinzione di massa, all’acidificazione degli oceani e al declino delle popolazioni di vertebrati registrato negli ultimi decenni. Un quadro che, secondo i relatori, richiede un cambio di passo urgente negli stili di vita e nelle politiche ambientali. Accanto alle analisi scientifiche, è stato dedicato spazio anche alle azioni locali, considerate essenziali per contribuire alla tutela della biodiversità: protezione delle foreste autoctone, riforestazione con specie native, creazione di corridoi ecologici e utilizzo della citizen science, attraverso applicazioni che permettono ai cittadini di segnalare avvistamenti di fauna e flora, contribuendo alla ricerca.
La serata si è chiusa con un invito alla consapevolezza: proteggere la natura non è solo un impegno ambientale, ma una condizione indispensabile per garantire la qualità della vita e la sopravvivenza stessa della specie umana.

