Campagna di vaccinazione over 80, i medici di famiglia sempre in prima linea


In base alle disposizioni della Regione Piemonte, spetta a loro determinare le priorità di somministrazione del farmaco ai propri pazienti in base alle loro patologie e caricarle su un’apposita piattaforma. Le parole di due di loro.

E’ uscito il numero di gennaio 2021 di SullaScia.net LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE

di Giada Rapa

Dopo l’accordo di gennaio tra la Direzione Sanità del Piemonte e le rappresentanze di categoria dei medici di medicina generale e dei farmacisti di Federfarma e Assofarm, per la somministrazione dei farmaci contro il Covid-19, la Regione ha finalmente reso noti gli aggiornamenti del piano vaccinale. Come abbiamo già scritto, agli over 80 fuori dalle RSA toccherà a partire dal 21 febbraio. Nei prossimi giorni i medici di famiglia dovranno stilare una lista di priorità dei propri assistiti sulla base delle loro patologie, in pratica ai più a rischio tocca prima, e caricarla su un’apposita piattaforma. Successivamente l’Asl di appartenenza invierà ad ogni anziano una lettera e un sms per indicare data e luogo della vaccinazione in uno dei 60 distretti distribuiti sul territorio piemontese. Qui saranno presenti i medici di base, che eseguiranno materialmente la puntura (con vaccino Pfizer o Moderna).

“Ancora una volta, i medici di famiglia vengono chiamati a svolgere un ruolo di primissimo piano nella lotta alla pandemia. Se nella prima ondata ci siamo battuti senza alcuna sosta nel gestire i nostri pazienti positivi al Covid-19 e nella seconda ci siamo occupati anche di gestire i tamponi e di sottoporre al test sierologico tutto il personale scolastico, in questa terza ondata siamo chiamati a vaccinare tutti gli italiani. Un compito non facile, se si pensa che ogni medico ha circa 1.500 assistiti e che molti di loro (con il vaccino Pfizer, ndr) dovranno essere sottoposto a 2 differenti somministrazioni, a distanza di 4 settimane l’una dall’altra. Dovremo quindi somministrare potenzialmente 3.000 dosi in poco tempo. È chiaro quindi che la programmazione e l’organizzazione sono fondamentali” spiega il dott. Stefano Dinatale, con studio a Caselle.

Dello stesso avviso la dott.ssa Catia del Signore, con studio a Borgaro secondo la quale l’intervento delle farmacie dovrebbe essere limitato. “Credo che la possibilità di effettuare la vaccinazione presso le Farmacie si renderà necessaria soltanto nel caso in cui noi medici di famiglia dovessimo essere oberati di lavoro. Ma in linea generale siamo sempre riusciti a organizzarci al meglio, e nonostante i ritardi e le incertezze non penso che ci saranno difficoltà in tal senso. Senza contare che noi abbiamo dato più volte l’adesione per effettuare queste vaccinazioni nella stagione autunnale”.


Commenti

commenti