Caselle: la storia del Titanic, tra misteri irrisolti ed evidenze storiche


Tante le leggende e le peculiarità fiorite intorno alla tragedia del transatlantico affondato nella notte tra il 14 e il 15 Aprile 1912, affrontate nel corso di una serata promossa dalla Pro Loco.

di Giada Rapa

“Questo transatlantico nemmeno Dio può affondarlo”. E’ questa la frase, vera, pronunciata da un ufficiale del Titanic rivolgendosi ai passeggeri che si stavano imbarcando il 10 Aprile 1912 per il viaggio inaugurale. Un’affermazione che ha poi dato luogo al mito della nave inaffondabile, sfruttata soprattutto dai media una volta avvenuta la tragedia.

 È iniziata in questo modo, sfatando un mito, la serata dedicata hai tanti misteri che ancora aleggiano dietro la breve vita del Titanic, promossa dalla Pro Loco e tenuta dallo storico Davide Aimonetto. E in circa due ore di conferenza, lo studioso ha toccato molteplici argomenti, spaziando dagli arredamenti interni del transatlantico, ai menu della cena del 14 Aprile, ai complotti che si sono sviluppati intorno alla vicenda. Come l’ipotesi che la nave affondata non sia stata davvero il Titanic, ma la gemella Olimpic – avvalorata da alcune discrepanze nei ponti e nelle strutture del relitto ritrovato – e che l’affondamento sarebbe stato causato da una speculazione assicurativa. A insospettire la calma – almeno nei primi momenti – del Comandante Edward John Smith; le scialuppe inizialmente calate con poche persone a bordo; il mistero delle luci di una nave, avvistate dai passeggeri, della quale però non si hanno informazioni. Incomprensibile anche l’ordine dato, sulla nave California – molto vicina al Titanic – di spegnere le comunicazioni, impedendo così l’arrivo dell’SOS del transatlantico in difficoltà.

Tanti, insomma, i misteri che ancora oggi aleggiano sull’affondamento del Titanic, tra fatti curiosi – come la decisione di un marinaio di scendere dalla nave dopo aver visto una gatta portare via i suoi micini – e coincidenze particolari. Una di queste riguarda sicuramente l’opera “Futility” – reso in italiano come “Il Naufragio del Titan” – di Morgan Robertson: una storia nella quale si narrava l’affondamento di un transatlantico ritenuto inaffondabile a causa della collisione con un iceberg, con la conseguente morte di quasi tutti i passeggeri per mancanza di scialuppe di salvataggio. Romanzo che è stato scritto nel 1898, ben 14 anni prima della tragedia.


Commenti

commenti