Caselle: presentato il libro del dottor Dinatale sullo stato attuale della nostra sanità di base


Durante la serata tenutasi giovedì 1° febbraio presso la Casa delle Associazioni sono stati affrontati molti temi, tra cui la carenza dei medici di famiglia.

di Giada Rapa

Negli ultimi anni Stefano Dinatale, apprezzato medico di base di Caselle, ha saputo entrare nel cuore non solo dei suoi assistiti, ma anche di coloro che lo seguono attraverso i suoi canali social. Qui, infatti, il professionista sanitario dispensa consigli per uno stile di vita sano, mirato soprattutto alla prevenzione.

Fondamentale il suo operato in periodo di pandemia, che ha dato anche origine a una rubrica sul mensile casellese Cose Nostre.  Quella rubrica, “Medico Nostro” è diventata oggi il titolo del primo libro di Dinatale, presentato al pubblico per la prima volta durante la sera del 1° febbraio presso la Casa delle Associazioni. Tante le persone presenti per ascoltare Dinatale, intervistato per l’occasione dal direttore di Cose Nostre, Elis Calegari, e diversi i temi affrontati, tra cui la carenza dei medici di famiglia. Un problema sottolineato, nel suo intervento, anche dal sindaco Giuseppe Marsaglia e che nei giorni scorsi è stato oggetto di discussione in una commissione dei capigruppo – richiesta dal consigliere di opposizione Endrio Milano, con la presenza del Direttore del Distretto di Ciriè Maria Luigia Spaccapietra.

Nell’ora di presentazione, Dinatale ha parlato della passione verso il suo mestiere, ma anche delle difficoltà legate a una burocrazia sempre più pressante, che sicuramente non invoglia i giovani dottori a scegliere di intraprendere il ruolo di medico di famiglia. Nel suo libro – che in alcune recensioni viene definito come una vera e propria guida – Dinatale ripercorre quanto accaduto dal 2020 a oggi, illustrando come il mondo della sanità sia cambiato a seguito dell’arrivo del CoVid-19. “Medico Nostro” parla inoltre di prevenzione – per esempio per patologie quali Alzheimer e diabete – con un capitolo molto interessante intitolato “Prescrivere Cultura”.

“Può sembrare utopico, ma non dovrebbe esserlo. In molti casi, oltre alla terapia farmacologica, una depressione potrebbe giovarsi di uno stile di vita più sano. Andare al cinema, a teatro, leggere un libro: attività che possono coinvolgere e aiutare a stare meglio” ha spiegato il dottore, confermando anche un aumento nelle prescrizioni di ansiolitici non solo negli anziani, ma soprattutto nei giovani. E sul tema dei farmaci ha avvertito: “non teniamo in casa troppi farmaci, rischiamo di prenderli – senza il parere medico – quando non sono necessari, andando a creare una pericolosa antibiotico-resistenza”.

Un libro estremamente utile, insomma, che non avrebbe visto la luce senza la collaborazione con Mauro Giordano e Luca Alberigo, con il quale Dinatale sta collaborando per un altro progetto, ancora “top secret”.


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