Borgaro, Caselle, Mappano: una Festa della Repubblica tra memoria, valori ed impegno


Come da tradizione, nelle diverse municipalità del territorio non sono mancati appuntamenti a tema che hanno coinvolto i giovani, con un’attenzione particolare ai neodiciottenni. Perché solo preservando i valori della Costituzione si può sperare in un futuro di pace.  

di Giada Rapa

NUMERO DI MAGGIO SOLO IN DIGITALE LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE

Il 2 giugno è una data che racchiude il cuore dell’identità democratica italiana. Ogni anno, questa giornata celebra la nascita della Repubblica nel 1946, a seguito del voto a suffragio universale – estendendo per la prima volta questo diritto anche alle donne – che ha decretato la fine della monarchia e l’avvio di un nuovo percorso per il Paese. Ma la Festa della Repubblica non è solo una ricorrenza istituzionale: è un momento per riflettere sui valori della Costituzione, sull’importanza della partecipazione civile e sulla necessità di difendere la libertà e la giustizia ogni giorno. Nei diversi comuni del territorio, le celebrazioni si sono articolate in modo diverso, ma allo stesso tempo simile, mettendo al centro il valore della memoria storica e la consapevolezza del ruolo che ogni cittadino – soprattutto i più giovani – ha nel preservare i principi su cui si fonda la nostra democrazia.

BORGARO – Come accade ormai da diversi anni, nella mattinata di venerdì 30 maggio la celebrazione della Festa della Repubblica ha coinvolto le classi 5e della Scuola Primaria e le 3e della Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo. Queste ultime, come introdotto dalla Dirigente Scolastica Lucrezia Russo, per la prima volta hanno ricevuto una copia della Costituzione da un testimone indiretto della Resistenza, ovvero da Maddalena Forneris, figlia del partigiano Sebastiano, e attuale presidente dell’ANPI Borgo San Dalmazzo e vicepresidente provinciale dell’ANPI Cuneo. Forneris ha chiuso il suo accorato intervento con un forte messaggio per i giovani. “Niente più bullismo, ma tutti partigiani dalla parte giusta”. Presente anche il presidente dell’ANPI locale, Dario De Vecchis – che ha letto la storia di Ada, andata a votare per la prima volta a 53 anni in quel 1946 – e la Referente del Gruppo Scuola dell’ANPI borgarese Caterina Di Mauro, che con i ragazzi ha realizzato una mostra che ha messo a confronto l’esperienza scolastica sotto il fascismo e quella in una scuola democratica. Non è mancato l’intervento dell’assessore all’Istruzione Eugenio Bertuol, che ha ricordato agli studenti e alle studentesse presenti il loro diritto alla felicità.

CASELLE – Presso la città dell’aeroporto, la ricorrenza è stata celebrata nel pomeriggio di domenica 1° giugno con un evento musicale speciale: un concerto congiunto tra la locale Filarmonica “La Novella” e il gruppo “I Fuori Tempo” del Liceo Norberto Rosa di Susa – Bussoleno. La collaborazione tra queste due formazioni, nata circa vent’anni fa con un progetto scolastico, si è consolidata nel tempo e ha trovato una nuova espressione in questa occasione, rendendo l’evento ancora più significativo. A dirigere, i Maestri Flavio Bar e Mario Orla. Durante l’evento, tenutosi all’interno del cortile di Palazzo Mosca, l’amministrazione comunale ha mantenuto viva una tradizione importante avviata nel 2012: la consegna di una copia della Costituzione a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno compiuto 18 anni – o che si apprestano a farlo in questo 2025 – per sottolineare l’importanza dei diritti e dei doveri civici. Il sindaco Giuseppe Marsaglia, nel suo discorso, ha ricordato il valore della Repubblica – di cui le amministrazioni sono il primo baluardo – e ha ribadito la necessità di difendere i principi su cui si fonda, incoraggiando i giovani a partecipare attivamente alla vita democratica.

MAPPANO – Mappano ha scelto invece proprio la mattinata del 2 giugno per una tradizione analoga che si rinnova dal 2017, accogliendo i neo-maggiorenni in sala Lea Garofalo per consegnare loro una copia della Costituzione e la bandiera del comune, segni distintivi dell’ingresso ufficiale nella cittadinanza attiva. All’arrivo, è anche stato consegnato loro una penna e un foglio, per poter annotare passaggi considerati particolarmente significativi degli interventi. Oltre al sindaco Francesco Grassi, che ha evidenziato il ripudio della guerra dell’Art. 11 e augurato ai presenti di “essere semi di una foresta che cresce e che costruisce concordia”, durante la mattinata è intervenuta anche Josè Maria Fava, membro del Direttivo Nazionale dell’associazione Libera. Perché “la lotta alla mafia significa vivere la nostra Costituzione” ha evidenziato, ricordando anche la storia di Lea, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta per aver scelto la legalità. La sua storia, spesso associata al Sud Italia, ha in realtà radici nel Nord, dimostrando come il fenomeno mafioso sia presente in tutto il Paese. L’evento si è concluso con un invito a non sottovalutare il valore del voto, primo strumento di partecipazione democratica, che consente di determinare il futuro della società.


Commenti

commenti