L’incontro, organizzato dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Piemonte, ha offerto un quadro dettagliato su questa malattia autoimmune, affrontandone aspetti fondamentali.

dalla Redazione
Sintomi, diagnosi, gestione e impatto sulla vita quotidiana per coloro che affrontano una diagnosi di celiachia: tutti aspetti che sono stati affrontati nel corso della serata “La celiachia per le strade di Caselle”, promossa la scorsa settimana dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Piemonte – nel corso della Settimana Nazionale della Celiachia – in collaborazione con la Proloco e il comune. Durante l’incontro, esperti del settore sanitario – tra i quali Stefano Dinatale, medico di famiglia con studio a Caselle, Costanzo Bellando, pediatra di Borgaro e Annamaria Marzullo, diestista di Nole – e pazienti celiaci hanno condiviso conoscenze, testimonianze e strategie per la gestione quotidiana della malattia.
La serata è iniziata con la definizione e le caratteristiche della celiachia: un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Questa condizione comporta un danneggiamento dei villi intestinali, riducendo l’assorbimento di nutrienti essenziali, come ferro, acido folico e vitamina D. Il glutine, una miscela di proteine presenti in cereali come grano, orzo e segale, è termostabile: non viene distrutto dalla cottura e richiede una pulizia accurata per evitare contaminazioni, una delle sfide più grandi poiché anche piccole tracce di glutine possono danneggiare l’intestino, rendendo necessaria un’attenzione particolare alla preparazione dei pasti. Negli adulti, la celiachia può manifestarsi con sintomi gastrointestinali o indirettamente con anemia e osteoporosi precoce, mentre nei bambini si evidenziano problemi di crescita, dolori addominali ricorrenti e sintomi meno specifici.
L’incontro è stata anche l’occasione per evidenziare come la celiachia non debba rappresentare un ostacolo alla vita sociale. Grazie a progetti come Alimentazione Fuori Casa, AIC forma ristoratori e mense pubbliche per garantire pasti sicuri ai celiaci. Inoltre, la Legge 123/2005 tutela i diritti dei celiaci, riconoscendo la celiachia come malattia sociale. Lo Stato fornisce buoni mensili per l’acquisto di prodotti senza glutine, contribuendo a compensare i costi più elevati, mentre le associazioni come AIC Piemonte offrono servizi di supporto, tra cui sportelli dietistici e psicologici, per accompagnare i pazienti nel percorso post-diagnosi. Durante l’evento, pazienti diagnosticati in età infantile – Alice Marchetti a 2 anni e mezzo – e adulta – Roberta Sega – hanno condiviso le proprie esperienze, evidenziando le sfide della diagnosi e dell’adattamento alla dieta senza glutine. È inoltre emerso il ruolo fondamentale dell’educazione, sia familiare che scolastica, nonché l’importanza di una rete di supporto.

