Mentre l’amministrazione guarda al polo museale, il gruppo consiliare Progetto Caselle 2027 propone alternative e chiede un confronto pubblico anche per raccogliere idee.

di Giada Rapa
Dopo mesi di teli e impalcature, la vecchia stazione di Caselle è riapparsa in tutta la sua bellezza. Il restauro della facciata – che ha riportato alla luce il colore originale dell’edificio, un giallo tenue al posto del rosso sbiadito che molti ricordavano – ha restituito alla città un pezzo importante della sua storia ferroviaria.
Inaugurata nel 1868, la stazione ha servito Caselle per più di 130 anni, fino al 1° maggio 1999, quando è stata chiusa per consentire l’interramento della ferrovia e la costruzione della nuova stazione, poco più distante. Da quel momento l’edificio ha iniziato un lento declino causato dall’inutilizzo e dall’abbandono dei locali. Una svolta è arrivata il 28 febbraio 2019, quando GTT ha consegnato formalmente l’edificio al Comune, concedendolo a titolo gratuito per 25 anni, prorogabili. Un passaggio importante, che ha aperto la strada alla possibilità di recuperarlo. I lavori di messa in sicurezza sono però partiti solo nel 2022, complice la pandemia e il cambio di amministrazione. Inoltre il primo progetto di restauro è stato bocciato dalla Sovrintendenza, rallentando ulteriormente il percorso. Solo lo scorso anno si è potuti intervenire sulla facciata, fino alla riapertura visiva dell’edificio a inizio luglio 2026.
Ora, però, lo sguardo si sposta all’interno, in particolare chiedendosi cosa diventeranno gli spazi della vecchia stazione L’amministrazione comunale, in sede di consiglio, ha indicato la strada che ritiene più percorribile: un polo museale. Il gruppo Progetto Caselle 2027, attraverso un comunicato firmato dal capogruppo Endrio Milano, ha invece rimarcato le proposte già avanzate. La prima riguarda un possibile riutilizzo dell’edificio come stazione, collegandolo ai binari tramite passaggi di raccordo, “come si è fatto alla stazione dell’aeroporto”. La seconda è l’ingresso nel museo ferroviario diffuso piemontese, progetto regionale che punta a valorizzare il patrimonio storico delle linee Torino‑Ceres e Canavesana attraverso un itinerario turistico e culturale. “Come al solito, senza discussione, quando la proposta non è la loro, il sindaco Giuseppe Marsaglia e la maggioranza consiliare hanno detto di no” si legge nella nota. Come sempre, il gruppo ha anche chiesto un confronto pubblico, al fine di “sviluppare un dibattito che coinvolga tutta la nostra città, anche per raccogliere idee”.

