Caselle: inaugurati a Palazzo Mosca i nuovi locali del Centro di Aggregazione Giovanile


Uniti ai servizi già esistenti e alle aule studio di recente apertura, l’edifico si configura ora come un “Youth HUB” dedicato alle nuove generazioni. L’ex sindaco Baracco, tuttavia, vede nell’accentramento il rischio concreto di impoverimento della presenza educativa diffusa sul territorio.

di Giada Rapa

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Alla presenza della Dirigente Scolastica Giuseppa Muscato, del mini sindaco del CCRR Antony Girgenti – insieme ad altri giovani membri – dei bibliotecari Paolo Rocco e Maria Teresa Alessio, della delegazione preveniente dall’Argentina guidata da Hernán Trossero, di parecchi esponenti delle associazioni locali e di tutto il numeroso staff dell’InformaGiovani – comprese le nuove volontarie del Servizio Civile Ginevra e Greta – la scorsa settimana il sindaco Giuseppe Marsaglia ha inaugurato i nuovi locali del Centro di Aggregazione Giovanile, CAG, che dopo 20 anni via Madre Teresa di Calcutta ha trovato una nuova ubicazione a Palazzo Mosca. “Un’idea che avevamo da anni – ha commentato il primo cittadino – e che oggi siamo riusciti a portare a termine”.

Con questo nuovo assetto, la struttura diventa un vero e proprio centro polifunzionale distribuito su più livelli. Al piano terra, accanto allo sportello dell’InformaGiovani, sono ora accolte le attività del CAG, permettendo ai ragazzi di sfruttare sia le sale interne sia il cortile esterno attrezzato per il calcio e la pallavolo. Il primo piano è invece focalizzato su studio e lavoro: oltre alle due aule studio aperte a maggio, trovano posto una sala riunioni per la progettazione giovanile e un ufficio dedicato ai colloqui individuali. Il secondo piano e la mansarda mantengono infine la loro vocazione storica con i servizi della Biblioteca Civica “Jella Lepman”.

Non mancano tuttavia le perplessità dell’opposizione. Il consigliere Luca Baracco durante il consiglio comunale ha infatti espresso contrarietà al trasferimento, ricordando come la sede di via Madre Teresa di Calcutta fosse nata per garantire un presidio di educativa di strada in un quartiere con minore offerta di servizi. Pur riconoscendo il valore del polo unico a Palazzo Mosca, Baracco ha evidenziato il rischio che l’accentramento impoverisca la presenza educativa diffusa sul territorio, auspicando che gli spazi appena liberati vengano presto destinati a nuove attività sociali e di quartiere.


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