Le due sorelle hanno cammini sociali diversi, ma accomunati dall’impegno per la salvaguardia dei valori di uguaglianza e rispetto, che si sono fusi ne “La Rete delle Donne”, realtà particolarmente attiva sul territorio di San Maurizio Canavese. Prosegue la nostra rubrica che parla di donne che vivono o lavorano sul territorio e che si distinguono per le loro capacità, sensibilità e passioni. Un modo concreto per celebrare l’8 marzo.

di Giada Rapa
Una è sempre stata un “porto sicuro per le coetanee, quella a cui confidare dubbi e fragilità”. L’altra, da bambina, sognava di diventare hostess di volo, ma si è poi innamorata del diritto. Si descrivono così, in prima battuta, le sorelle Angela e Fabiola Grimaldi, per raccontare la storia di un cammino che le ha portate a condividere molto più del legame familiare: un impegno costante per i diritti delle donne, che oggi prende forma anche attraverso “La Rete delle Donne”, associazione nata per offrire ascolto, tutela e percorsi di prevenzione sul territorio di San Maurizio Canavese.
Per Angela tutto nasce da una sensibilità precoce. Un’attitudine che affonda le radici in un’immagine familiare: un nonno marinaio che, dopo aver visto il mondo e le sue ingiustizie, insegnava alle nipoti a giocare alle manifestazioni, braccio alzato e voce fiera: “Noi siamo femministe!”. “Sono passati anni da quei giochi con mio nonno, ma quel braccio alzato verso l’alto non l’ho mai abbassato. Lo tengo ancora lì, teso, per ogni donna che cerca il suo porto sicuro” racconta. Il suo percorso ha preso forma nel 2012, quando la sorella l’ha invitata a unirsi alla Rete delle Donne, nata dalla richiesta di molte donne del territorio di avere un punto di riferimento. Da allora Angela ha portato avanti progetti di prevenzione, educazione e cultura del rispetto, collaborando con scuole e istituzioni. Dal 2014 al 2022 è stata assessora alle Pari Opportunità a Caselle Torinese, dando vita a iniziative come “Liber* di Muoversi”, “Donne che Cambiano” e percorsi dedicati alla salute e alla genitorialità. Parallelamente è cresciuto anche il suo impegno politico, che l’ha portata nell’esecutivo delle Donne Democratiche Metropolitane di Torino. Oggi continua il suo lavoro nella Consulta Femminile Regionale e nella Commissione Pari Opportunità Regionale, convinta che “ogni luogo e ogni opportunità siano preziosi per seminare, sensibilizzare e prendersi cura”.
Fabiola ha seguito invece un’altra traiettoria, ma è arrivata allo stesso punto. Dopo la laurea in giurisprudenza e l’esame di Stato superato in anni difficili, nel 2008 è entrata come volontaria nell’associazione interculturale Almaterra, offrendo consulenza legale gratuita a donne – spesso straniere – vittime di violenza o discriminazione. “Lì ho imparato che la politica non è solo nei grandi palazzi, ma nelle scelte quotidiane, nella presenza costante”, racconta. Tra il 2010 e il 2012 ha anche rappresentato Almaterra ai tavoli istituzionali di Regione e Comune di Torino, contribuendo alla stesura di protocolli e linee guida contro la violenza di genere. Nel 2012 è arrivata la candidatura alle amministrative di San Maurizio Canavese, senza però essere eletta. Quella “quasi sconfitta” – è la prima degli esclusi – porta però alla nascita de La Rete delle Donne, oggi realtà solida che offre supporto legale e psicologico in collaborazione con ASL, forze dell’ordine e servizi sociali. Nel suo lavoro di avvocata, Fabiola ha imparato che “il dolore va maneggiato con cura”: serve empatia, ma anche la giusta distanza per accompagnare ogni donna verso decisioni libere e consapevoli. Da quattro anni è inoltre socia fondatrice di Endorfine, associazione che realizza borse all’uncinetto per finanziare progetti dedicati alle vittime di violenza.
Due storie diverse, due voci complementari, unite da un filo comune: la convinzione che il cambiamento passi dalla cultura, dalla presenza e dal coraggio.

