Cirié: maxi evasione milionaria scoperta dalle fiamme gialle di Lanzo


A finire nei guai i titolari dell’azienda Hi-Com di via Visconti, specializzata nel ramo della comunicazione e della pubblicità, scoperti a dichiarare redditi inferiori rispetto all’elevato volume d’affari.

di Cristiano Cravero

Ciriè – Galeotta fu la carta da riciclo. Perché sul retro di quei fogli usati per stampare o per prendere appunti, la Guardia di Finanza di Lanzo è riuscita a scoprire, durante un controllo, una maxi frode fiscale da oltre 8 milioni di euro. Nei guai sono finiti i vertici dell’azienda Hi-Com di via Visconti a Cirié, specializzata nel ramo della comunicazione e della pubblicità. Un’azienda all’avanguardia, che nel settore era una sorta di punto di riferimento e di modello, sia per i volumi d’affari, sia per i conti, impeccabili. Almeno di facciata, perché i finanzieri hanno messo gli occhi su quei bilanci da qualche tempo. Le fiamme gialle, infatti, non riuscivano a capacitarsi del fatto che i ricavi dichiarati fossero troppo bassi rispetto alla media di questo settore e, soprattutto, non avesse alcun dipendente.

Di qui la verifica della posizione fiscale, dove è emerso una sorta di contabilità parallela, dove i vertici aziendali hanno di fatto eluso versamenti per 7 milioni di euro oltre ad 1,5 milioni di euro di Iva nel periodo che intercorre fra il 2011 e il 2014. Il meccanismo di evasione era piuttosto articolato. Perché oltre a far sparire parte della contabilità, quella che gli inquirenti hanno definito “più compromettente” – seppur dimenticandosi di eliminare le copie stampate di quegli stessi file – la titolare dell’azienda ha utilizzato una ventina di società italiane ed estere, tutte riconducibili al compagno che risiede a Londra. Società che avevano il compito fondamentale di gonfiare in maniera importante i costi dei servizi che la Hi-Com svolgeva. In questo modo, la società di via Visconti poteva dichiarare redditi inferiori rispetto all’elevato volume d’affari. La titolare e il compagno sono stati così denunciati alla Procura di Ivrea, con le indagini che sono ancora in corso e sono volte a capire se vi siano complici in questa vicenda.


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Giovanni D'Amelio