San Maurizio Canavese incontra Angelo Corbo


Agente di scorta di Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci, l’uomo sarà ospite della cittadina oggi, lunedì 15, e domani, martedì 16 aprile. L’evento si inserisce nel progetto “I passi della legalità” promosso dall’amministrazione comunale.

dalla Redazione

Il progetto “I passi della legalità” è un intervento rivolto ai bambini dell’ultimo anno della scuola primaria e ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado di San Maurizio Canavese per aiutarli a comprendere le origini della mafia, i sistemi ma anche i piccoli atteggiamenti quotidiani che formano la cultura mafiosa. Con l’obiettivo di insegnare alle nuove generazioni a riconoscere l’illegalità e la mafia per rifiutarle e dunque combatterle.

Angelo Corbo, agente di scorta di Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci, sarà accolto in municipio in forma privata nel pomeriggio di oggi, lunedì 15 aprile, per poi essere accompagnato per un momento simbolico di riflessione e raccoglimento nell’area della cittadina che ricorda le vittime della mafia, tra le vie Falcone, Borsellino, Chinnici e Generale Dalla Chiesa. Poi in serata, a partire dalle
ore 20, sarà il protagonista di un incontro aperto a tutta la popolazione nel salone della sede degli Alpini (piazza degli Alpini, 1).

Domani, martedì 16 aprile, Corbo incontrerà nel palazzetto dello sport i bambini e i ragazzi delle scuole dell’Istituto Comprensivo di San Maurizio Canavese e San Francesco al Campo. “Abbiamo creduto molto in questo progetto – commenta Giulia Gobetto, assessora all’Istruzione e alle Politiche giovanili – che nel mese di maggio coinvolgerà i bambini e i ragazzi delle scuole dei nostri due comuni con l’intervento degli educatori dell’associazione “Acmos – Libera Piemonte” e siamo felici di poter ospitare Angelo Corbo in questa prima fase che, oltre che agli alunni delle scuole, è dedicata a tutta la comunità. Fra i compiti della scuola ma anche di noi amministratori c’è quello, importantissimo, di educare alla legalità”.


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Giovanni D'Amelio