Mappano: siglato il gemellaggio con la comunità di Ascoli Satriano


Un momento particolarmente emozionante per le due realtà, concretizzatosi durante il weekend del 7 e 8 febbraio in occasione delle tradizionali celebrazioni per San Potito.

dalla Redazione

Più volte, in passato, il sindaco di Mappano Francesco Grassi ha descritto la comunità mappanese e quella di Ascoli Satriano come “un’unica grande famiglia”, anche in considerazione del fatto che una nutrita percentuale di mappanesi ha le sue radici proprio nel comune foggiano.

Dal 7 febbraio 2026, però, quel legame non è più soltanto una definizione di cuore: è diventato anche un impegno formale, con la firma del Patto di Gemellaggio tra i due comuni avvenuta durante il tradizionale weekend di celebrazioni dedicate a San Potito. Un atto simbolico che sancisce ufficialmente una relazione costruita nel tempo, nutrita dalla memoria migrante, dalla devozione a San Potito e da un senso di appartenenza che attraversa generazioni e territori. Grassi lo ha definito un “matrimonio civile” tra comunità, mentre il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone, ha parlato di Mappano come di una vera “Ascoli del Nord”. A suggellare ulteriormente l’unione, lo scambio degli stemmi delle rispettive municipalità, realizzati a mano da un socio dell’associazione Amici di Ascoli Satriano.

Le celebrazioni sono state anche occasione per ripercorrere la storia dell’emigrazione ascolana – con anche ritorno in Italia, grazie alla tenacia dell’associazione, del labaro ricamato nel 1937 dalle donne della Società Femminile di Mutuo Soccorso di Providence – mentre la rievocazione teatrale curata da Gerardo Placido ha riportato alla memoria l’episodio del settembre 1943, quando Ascoli Satriano ha rischiato il bombardamento tedesco. Un rischio evitato solo grazie alla mediazione tra Monsignor Vittorio Consigliere e padre Benedetto Ragni con il Tenente Müller. Altro momento clou della giornata è stata la consegna del Premio “Ascolano dell’Anno 2026” assegnato proprio all’attore e regista Placido, che da anni porta avanti la memoria ascolana con grande passione. Accanto a lui, sono stati ricordati autori e studiosi che hanno trattato il tema della migrazione, come Lino e Pasquale Mastracchio e Rachele Sessa.

Domenica 8 febbraio è stato il momento delle celebrazioni spirituali, con il vescovo Fabio Ciollaro che ha parlato della santità come di una luce riflessa, capace di illuminare le zone d’ombra della storia. Le celebrazioni si sono concluse con la processione dell’effigie del Santo per le vie di Mappano, seguita dal tradizionale pranzo.


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