Arcate ex Moi: “Attività mercatali, produttive e di servizio”, il piano B della maggioranza è chiaro


TORINO – Il Vicesindaco, nonché assessore all’Urbanistica, ha comunicato oggi in Consiglio Comunale le alternative allo studio della Giunta comunale su parte dei vecchi Mercati Ortofrutticoli all’ Ingrosso dopo il no dell’Università al polo biomedicale.

3“L’accordo sulla arcate ex Moi tra Università e Politecnico, sottoscritto il 14 novembre 2014, è sostanzialmente saltato”. Guido Montanari, Vicesindaco della Città e assessore all’urbanistica, ha così esordito nel Consiglio Comunale che si è tenuto oggi parlando delle arcate dell’ex Moi e del progetto che avrebbe dovuto portare su quell’area la realizzazione di un polo biomedicale. “Con comunicazione del Rettore dello scorso 17 giugno – ha proseguito Montanari su richiesta del capogruppo PD, Stefano Lo Russo –  l’Università ha affermato che sarebbe intenzionata a recedere dal progetto, ma non ha ancora formalizzato la procedura. L’assenza dell’Università metterebbe in discussione l’interesse del Politecnico. Qualora non si trovasse una soluzione, sonderemo alternative che permettano una fruizione di quegli spazi, in sintonia con la vocazione architettonica e urbanistica dell’area. Tra le nuove prospettive, appaiono praticabili destinazioni ad attività mercatali, commercio, attività produttive e di servizio, da verificare con gli attori locali e sulla base delle esigenze sociali ed economiche del quartiere”.

Dopo queste affermazioni, in Sala Rossa si è aperto un acceso dibattito. Secondo Lo Russo l’amministrazione comunale deve insistere su questo progetto, “adoperandosi con tutte le forze possibili per risolvere i problemi evidenziati dall’Università, prima di percorrere strade alternative”. Un pensiero condiviso anche da Fabrizio Ricca (Lega Nord). Domenico Carretta (PD) ha invece definito “un’improvvisazione la proposta di Montanari. “La serietà del progetto con l’Università e il Politecnico – ha aggiunto l’ex Sindaco Piero Fassino (PD) – ha una valenza significativa per Torino, nel suo profilo di città dell’innovazione e della scienza. L’ubicazione del Moi è immediatamente attigua alla futura Città della Salute, un’infrastruttura che esprimerà l’eccellenza sanitaria, sia attraverso gli ospedali che attraverso centri di ricerca di avanguardia. Prima di prendere atto del fallimento – ha concluso – si riprenda un colloquio con le parti per sostenere una progetto che ha una valenza strategica per la città”.

A chiudere la discussione su questo punto ci ha pensato la Sindaca Chiara Appendino. “Non c’è niente di improvvisato e lavoriamo sempre per l’interesse della Città. La posizione dell’Università è stata chiara: abbiamo quindi avviato subito un dialogo con gli Atenei per capire quali siano le loro priorità, ma stiamo studiando un piano B per evitare di lasciare abbandonate quelle aree”.


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Giovanni D'Amelio