Villaretto: Casa 18, un’alternativa è possibile


La comunità d’accoglienza gestita dalla cooperativa La Tenda si occupa di minorenni che non possono vivere nelle loro famiglie di origine. La creazione di una struttura ponte che accompagni i ragazzi, una volta maggiorenni, verso l’autonomia potrebbe mitigare i disagi che questi giovani vivono nel momento dell’uscita dalla comunità. Partita una raccolta fondi tramite la Rete del Dono.

dalla Redazione

La cooperativa La Tenda gestisce nel quartiere Villaretto, a Torino, ai confini di Borgaro e Mappano, una comunità che accoglie otto ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, che per vari motivi non possono vivere nella famiglia di origine, Il sopraggiungere della maggior età, un traguardo che la maggior parte degli adolescenti vive come momento entusiasmante, è vissuto, invece, dagli ospiti della comunità con ansia, paura ed incertezza in quanto coincide con l’uscita da quella che, a tutti gli effetti, è stata la loro casa e che ora non li può più accogliere.

Dove andare?”. Questo è il quesito logorante che i giovani si pongono per mesi, perché spesso fino all’ultimo momento il loro destino è incerto. “Per cercare di ovviare a questi disagi – spiega Corinne Pecunia, coordinatrice della cooperativa La Tenda – abbiamo deciso di realizzare una struttura che faccia da ponte tra la loro uscita dalla comunità e l’ingresso nel mondo degli adulti, un appartamento che possa ospitare 2/3 ragazzi neomaggiorenni che, grazie al sostegno di un educatore che supervisioni la loro prima esperienza di vita autonoma, possano concludere gli studi e/o ricercare un’occupazione“. In pratica, un accompagnamento che porti man mano i neo 18enni a studiare senza l’aiuto di un adulto, ad imparare a gestire il denaro e il tempo libero, a scrivere un curriculum vitae, a trovare un lavoro.

“La casa – continua la coordinatrice – servirà per formare dei giovani adulti responsabili in modo che possano spiccare il volo, lasciando successivamente il posto ad altri giovani che si troveranno nella loro stessa condizione iniziale“. Per avviare il progetto, però, servono circa 5.000 euro per sostenere le prime spese della casa (caparra, affitto, arredamenti, luce, gas, cibo). In attesa che subentrino in seguito i Servizi Sociali che hanno in carico i ragazzi e che finanzierebbero la permanenza degli stessi nella casa per il raggiungimento della loro totale indipendenza. “Per raccogliere i fondi – conclude – abbiamo avviato una donazione tramite la retedeldono.it https://www.retedeldono.it/it/n/173066?s=wa donazione che in base al D.Leg.117/2017 può essere detratta ai fini fiscali. Per maggiori informazioni telefonare in comunità al numero 011 2629137″.


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Giovanni D'Amelio