<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>massacro di Nanchino Archivi - SullaScia.net</title>
	<atom:link href="https://www.sullascia.net/tag/massacro-di-nanchino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sullascia.net/tag/massacro-di-nanchino/</link>
	<description>News e informazioni dal Nord-Est di Torino</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Feb 2019 08:12:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">110338644</site>	<item>
		<title>Caselle: AEGIS ricorda il dramma dei campi di prigionia nipponici e quello delle Foibe</title>
		<link>https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2019/caselle-aegis-ricorda-il-dramma-dei-campi-di-prigionia-nipponici-e-quello-delle-foibe/</link>
					<comments>https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2019/caselle-aegis-ricorda-il-dramma-dei-campi-di-prigionia-nipponici-e-quello-delle-foibe/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giada Rapa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 08:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caselle]]></category>
		<category><![CDATA[AEGIS]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[comunità italiana]]></category>
		<category><![CDATA[corazza di omertà]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Aimonetto]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Votterp]]></category>
		<category><![CDATA[Foibe]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[La Memoria del Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[massacro di Nanchino]]></category>
		<category><![CDATA[una mostra sui campi di prigionia nipponici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sullascia.net/?p=26029</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la rassegna “La Memoria del Futuro”, l'associazione vuole ricordare una storia troppo spesso dimenticata.﻿ <a href="https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2019/caselle-aegis-ricorda-il-dramma-dei-campi-di-prigionia-nipponici-e-quello-delle-foibe/" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2019/caselle-aegis-ricorda-il-dramma-dei-campi-di-prigionia-nipponici-e-quello-delle-foibe/">Caselle: AEGIS ricorda il dramma dei campi di prigionia nipponici e quello delle Foibe</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.sullascia.net">SullaScia.net</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con la rassegna “La Memoria del Futuro”, l&#8217;associazione vuole ricordare una storia troppo spesso dimenticata.</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="250" src="https://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/11-5.jpg" alt="Caselle: AEGIS ricorda il dramma dei campi di prigionia nipponici e quello delle Foibe" class="wp-image-26040" srcset="https://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/11-5.jpg 600w, https://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/11-5-400x167.jpg 400w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">di
Giada Rapa</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caselle </strong>&#8211; “Noi vogliamo ricordare e non dimenticare quello che è stato per evitare che si <strong>ripresenti</strong>”. Poche parole, ma decisamente concise, quelle dette da <strong>Davide Vottero</strong>, Presidente dell’associazione <strong>AEGIS</strong>, per spiegare le motivazioni che hanno portato il gruppo a organizzare <strong>una mostra sui campi di prigionia nipponici</strong> e due conferenze: uno su questo tema, e uno su quello delle <strong>Foibe</strong>. La mostra, inaugurata domenica 10 febbraio, sarà visitabile fino al <strong>sabato 16 febbraio</strong> presso la sede Comunale di piazza Europa 2, al mattino dalle 9 alle 12 e al pomeriggio dalle 15 alle 18. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I Campi di Prigionia Nipponici </strong>– Nel pomeriggio di domenica 10 febbraio la mostra è stata inaugurata con una conferenza sul tema tenuta dallo storico <strong>Davide Aimonetto</strong>. “Si tratta di una <strong>realtà devastante </strong>e davvero poco conosciuta” ha esordito Aimonetto, che prima di tutto ha fornito una <strong>precisa inquadratura </strong>del periodo storico. Un periodo in cui il <strong>Giappone </strong>inizia ad affermarsi come una grande potenza economica, che attraverso una <strong>ricca campagna pubblicistica </strong>riesce a trasmettere di sé un’alternativa al <strong>modello coloniale europeo</strong>. “Si tratterà però di un invito subdolo, poiché il Giappone sulla carta si pone come un modello alternativo, ma nella realtà<strong> si reputa superiore</strong>, soprattutto rispetto ai cinesi. Solo in <strong>Cina</strong>, la prima a pagare le conseguenze delle mire espansionistiche del Giappone con il famoso <strong>massacro di Nanchino</strong>, si conteranno in totale tra i <strong>3 e i 5 milioni di vittime</strong>. Uomini e donne soprattutto di origine cinese, ma anche europea e americana si ritrovarono a vivere in una <strong>forma di costrizione </strong>molto severa, dove non veniva accettata la <strong>Convenzione di Ginevra</strong>. Si crearono campi di prigionia di una violenza inaudita, dove queste persone vennero private delle più elementari risorse e costrette al<strong> lavoro coatto</strong>. Ancora oggi non si sa con precisione il numero delle<strong> donne che vennero stuprate</strong> o furono costrette a lavorare nelle case di piacere per i <strong>militari </strong>nipponici”. Una pagina terribile della storia contemporanea, sul quale è calato il silenzio una volta <strong>terminata la guerra</strong>. “Non ci furono mai veri riconoscimenti. Le prime indagini degli anni ’70 e &#8217;80 e le <strong>inchieste giornalistiche</strong> non sono mai riuscite a scalfire troppo la <strong>corazza di omertà </strong>che si è creata” ha concluso Aimonetto, ricordando come questo dramma fu causato non da un movimento politico, ma da un vero e proprio <strong>culto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il dramma delle Foibe </strong>– A parlare delle Foibe è stato invece lo storico <strong>Gianni Oliva</strong>, che ha sottolineato come “le vittime non sono né di destra, né di sinistra, ma della<strong> storia italiana</strong>” e che purtroppo la cultura non sempre basta a difenderci. “Non siamo in un momento storico così<strong> lontano dalle derive</strong>. L’umanità ha la tendenza di fare finta di non vedere quello che accade più in là”. Anche in questo caso è stato d’obbligo l’inquadramento storico generale, poiché “anche <strong>il dramma delle foibe va contestualizzato</strong>”. Come spiegato da Oliva, infatti, questo dramma è stato il <strong>prezzo pagato dall’Italia </strong>per aver perso la guerra. Le Foibe sono state una <strong>strage etnico-politica</strong>, fatta per decapitare la <strong>comunità italiana </strong>dei suoi rappresentanti e giustificare l’annessione di quelle aree da parte del <strong>generale Tito</strong>. Quest’ultimo arrivò a <strong>Trieste</strong> il 30 aprile 1945: in circa 40 giorni, fino al 12 giugno dello stesso anno, si stima che furono infoibate circa <strong>8/9 mila persone</strong>. Oltre alla tragedia di queste uccisioni, Oliva si è concentrato su un altro dramma, ovvero quello dell’esodo di <strong>300-320 mila persone</strong>, che da un processo di italianizzazione si trovano a viverne uno di <strong>slavizzazione</strong>. “Queste persone maturano la consapevolezza che non c’è più futuro, per questo decidono di <strong>venire in Italia</strong>. Ma l’Italia è un paese prostrato dalla guerra, che deve risollevarsi anche dal punto di vista economico, che<strong> non guarda con simpatia agli emigranti</strong>”. In ultimo, Oliva ha analizzato le cause che hanno portato a sottacere questo silenzio così a lungo. “C’è stato un <strong>silenzio internazionale,</strong> perché Tito è il primo leader a rompere i <strong>rapporti con Stalin</strong>, diventando così un interlocutore e non più un nemico. E, dal punto di vista <strong>diplomatico</strong>, non si mettono in imbarazzo gli interlocutori con domande scomode; un silenzio di partito, ma soprattutto un <strong>silenzio di Stato</strong>, perché ci siamo raccontati che avevamo vinto la guerra. Solo nel <strong>2004</strong> il Parlamento ha approvato una legge che istituisce il 10 febbraio come <em><strong>Giorno del Ricordo.</strong> </em>Una giornata che andrebbe ricordata meglio, anche attraverso un <strong>lavoro con le scuole</strong>” ha concluso Oliva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2019/caselle-aegis-ricorda-il-dramma-dei-campi-di-prigionia-nipponici-e-quello-delle-foibe/">Caselle: AEGIS ricorda il dramma dei campi di prigionia nipponici e quello delle Foibe</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.sullascia.net">SullaScia.net</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2019/caselle-aegis-ricorda-il-dramma-dei-campi-di-prigionia-nipponici-e-quello-delle-foibe/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26029</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
