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	<title>l’avvocato Valentina Sandroni Archivi - SullaScia.net</title>
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	<description>News e informazioni dal Nord-Est di Torino</description>
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		<title>LA RIFLESSIONE &#8211; L’Italia non è un Paese per onesti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni D'Amelio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 04:10:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[“Questo non un Pese per onesti”]]></category>
		<category><![CDATA[far prevalere la giustizia sull’ingiustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 17 febbraio, si è svolto a Caselle un incontro informativo promosso dall’associazione Legalità Organizzata sul tema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del lavoro. Diversi gli interventi, tra cui quello dell’architetto Mauro Esposito e dell’imprenditore Pino Masciari. <a href="https://www.sullascia.net/notizie/caselle/2017/la-riflessione-litalia-non-e-un-paese-per-onesti/" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 17 febbraio, si è svolto a Caselle un incontro informativo promosso dall’associazione Legalità Organizzata sul tema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del lavoro. Diversi gli interventi, tra cui quello dell’architetto Mauro Esposito e dell’imprenditore Pino Masciari.</strong></p>
<p>di Alessia Sette</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-13167" src="http://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Onestà-1-400x240.jpg" alt="LA RIFLESSIONE &#8211; L’Italia non è un Paese per onesti?" width="400" height="240" srcset="https://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Onestà-1-400x240.jpg 400w, https://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Onestà-1.jpg 555w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />Caselle</strong> – Una serata per discutere dello spinoso problema che a livello nazionale riguarda <strong>le vessazioni che gli imprenditori</strong> spesso subiscono per mano delle <strong>organizzazioni criminali</strong>, e che travolgono e stravolgono la loro vita e quella dei propri familiari, e di come gli effetti di questi comportamenti si infiltrino nel <strong>tessuto sociale, politico, amministrativo e lavorativo </strong>cambiandone le regole. “<strong>Questo non un Pese per onesti</strong>”, l’incontro organizzato a Caselle dall’associazione <strong>Legalità Organizzata</strong> in una gremita <strong>sala Fratelli Cervi</strong>, ha avuto come nucleo centrale la storia di due imprenditori<strong>, Mauro Esposito </strong>e <strong>Pino Masciari</strong>, che hanno avuto il <strong>coraggio e la forza di dire basta</strong>. Il primo, architetto casellese e testimone di giustizia al <strong>processo San Michele</strong> relativo alle infiltrazione della ‘<strong>ndrangheta nei cantieri della Val di Susa</strong>, il secondo, Masciari, imprenditore calabrese e testimone di giustizia che da anni si batte per denunciare il fenomeno corruttivo che<strong> dilaga in Italia</strong>. All’evento hanno partecipato anche il deputato <strong>Davide Mattiello</strong>, il senatore <strong>Stefano Esposito</strong>, la deputata <strong>Francesca Bonomo</strong> e il consigliere regionale del Piemonte <strong>Antonio Ferrentino</strong>, oltre all’avvocato <strong>Valentina Sandroni</strong>. Il dibattito è stato moderato dall’avvocato <strong>Roberto Catani</strong>, Presidente di Legalità Organizzata, associazione che ha come fine sensibilizzare e informare i cittadini per far comprendere <strong>quanto sia importante lottare per l’onestà</strong>, testimoniando la legalità.</p>
<p>“La nostra vita è intrecciata a quella dei due imprenditori – ha sostenuto Mattiello – e sostenerli è un dovere <strong>istituzionale e morale</strong>. Ci tengo a fare una considerazione soltanto: capire se mettere un punto interrogativo o esclamativo alla frase “Questo è un paese per onesti”. In questo Paese <strong>chi non si fa i fatti propri</strong> fa una brutta fine, non solo con la morte perché si può morire in altri modi, attraverso la <strong>spersonalizzazione e la marginalizzazione</strong>. Di una cosa sono certo – ha sottolineato il parlamentare &#8211; <strong>l’unione fa la forza</strong> e l’obiettivo è <strong>far prevalere la giustizia sull’ingiustizia</strong>. Noi non ci siamo arresi! Quest’anno celebriamo i <strong>25 anni dalle stragi di Palermo</strong> e noi siamo ancora qui a fare <strong>memoria di quei fatti</strong>, per trovare le piena luce su quelle storie che accadono tutti i giorni, dove l’unica arma è essere <strong>tenaci e resistenti</strong>”.</p>
<div id="attachment_13169" style="width: 327px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13169" class="size-full wp-image-13169" src="http://www.sullascia.net/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/esposito-400x325.jpg" alt="LA RIFLESSIONE &#8211; L’Italia non è un Paese per onesti?" width="317" height="300" /><p id="caption-attachment-13169" class="wp-caption-text">Mauro Esposito</p></div>
<p>Mauro Esposito ha raccontato e spiegato la sua <strong>vicenda iniziata nel 2006</strong>, durante la quale, oltre ai danni economici, ha subito danni morali “Ho imparato a capire che le parole che usavano erano preoccupanti, il ‘noi’ e il ‘giù’, ripetuti <strong>facevano tremare dalla paura</strong>. Sono arrivate minacce a me, alla mia famiglia. Ora risulto essere il <strong>vincitore del processo</strong>, ma ho bisogno di essere sostenuto e aiutato perché dopo essermi trovato nel pieno di un <strong>contesto mafioso</strong>, e dopo aver combattuto duramente, per questioni legali e burocratiche a causa di mancati pagamenti rischio di perdere l’azienda per <strong>mano della pubblica amministrazione</strong>”. La terribile vicenda di Esposito è stata seguita dall’avvocato Valentina Sandroni “In casi come questi ci si relaziona con persone che hanno <strong>esperienze difficili</strong> e hanno necessità non solo di essere <strong>difese in termini di codici e leggi</strong>, ma aiutate da chi ha strumenti adeguati e sappia andare oltre, per creare <strong>un percorso di sostegno</strong>. Il nostro è stato un cammino fatto con <strong>diverse associazioni ed enti</strong>, un lavoro di squadra per aiutare chi era sull’orlo di un precipizio. Costituirsi parte civile in queste vicende è il primo passo per salvarsi e vincere la lotta contro l’illegalità”.</p>
<p>“Spesso le istituzioni sono <strong>deboli, cieche e sorde</strong> – ha raccontato nel suo intervento Pino Masciari – anche in momenti come questi attuali dove la realtà dell’infiltrazione mafiosa è sempre più dilagante. Oggi, in alcune zone del Paese, l’ndrangheta è <strong>molto più affascinante per i giovani</strong>, è più credibile dello Stato come datore di lavoro, perché <strong>la mafia dà lavoro</strong>. Professare l’illegalità è diventato normale, e <strong>dell’onestà ormai si ha paura</strong>. Si tende ad allontanarla, ma noi non possiamo chiudere gli occhi, <strong>l’Italia è nostra</strong> e denunciare restituisce dignità allo Stato”. Anche Masciari durante la serata ha raccontato la sua storia, di come e quanto sia stato difficile combattere per l’onestà e denunciare la criminalità, di come sia stato <strong>complicato fare una vita con identità segreta</strong>, crescere i figli lontani dalla terra d’origine e dagli affetti, <strong>fuggire nella notte per salvarsi la vita</strong> trasferendosi altrove, <strong>facendo condannare 42 persone</strong>.</p>
<p>Una serata che ha coinvolto in maniera straordinaria tutte le persone che vi hanno partecipato, un modo per diventare <strong>testimoni di quella forza</strong> che genera la lotta contro l’illegalità.</p>
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