Attesi nei prossimi giorni i risultati dello studio di fattibilità per accorpare in un’unica gestione lo scalo casellese e quelli milanesi di Malpensa e Linate.

di Giada Rapa
Le notizie riguardanti il futuro dello scalo torinese Sandro Pertini e l’ipotesi di integrazione societaria tra la controllante SAGAT e la milanese SEA – che gestisce invece gli aeroporti di Malpensa e Linate, ha inevitabilmente acceso il dibattito politico anche sul nostro territorio. La possibilità di dar vita a un polo aeroportuale del Nord-Ovest da circa 47 milioni di passeggeri complessivi, coordinato dal fondo 2i Aeroporti è attualmente al vaglio di uno studio di fattibilità i cui risultati sono attesi a breve, per fine ottobre.
In attesa dell’audizione dei vertici di SAGAT in II Commissione Trasporti del Consiglio regionale del Piemonte per fare chiarezza sul progetto, nelle settimane scorse la questione è stata sollevata in consiglio comunale a Caselle, attraverso un’interrogazione del capogruppo di Progetto Caselle 2027, Endrio Milano il quale ha rimarcato come la tenuta occupazionale e lo sviluppo economico del territorio siano strettamente legati al mantenimento del Pertini come vero e proprio hub operativo, in grado di ospitare le basi delle compagnie aeree. Negli ultimi anni, infatti, lo scalo casellese ha registrato una crescita costante, che a settembre scorso ha registrato anche l’apertura di una base della compagnia WizzAir con 10 nuove rotte in Italia e all’estero. “Senza un piano industriale solido – ha proseguito il consigliere Milano – l’aeroporto rischia infatti di essere ridotto a semplice punto di transito o biglietteria, vanificando i cospicui investimenti pubblici sostenuti nel tempo – tra cui il collegamento ferroviario interrato – e favorendo il dirottamento del traffico merci verso Malpensa. A pesare è soprattutto l’asimmetria di governance: se il comune di Milano conserva la maggioranza assoluta in SEA con il 54,8% delle quote, le istituzioni piemontesi sono totalmente uscite dal capitale di SAGAT, ceduto negli anni ai privati”.
In risposta all’interrogazione, il sindaco Giuseppe Marsaglia ha ricostruito le iniziative già intraprese dall’amministrazione. Il primo cittadino ha ricordato di aver inviato lo scorso 14 agosto una nota formale a SAGAT, alla Regione Piemonte e alla Città di Torino, per chiedere di conoscere i dettagli dell’operazione, partecipare al piano industriale e negoziare un rientro del settore pubblico nella governance di SAGAT per garantire tutela del territorio e sicurezza. Marsaglia ha reso noto di non avere ancora ricevuto risposta formale, ma che la Regione Piemonte, dopo il vertice con SAGAT, incontrerà i sindaci dei comuni del distretto aeroportuale per condividere i dettagli del dossier. Nel corso della seduta consiliare è intervenuto anche il consigliere di minoranza Luca Baracco, il quale ha invocato un atteggiamento improntato a “prudenza e preoccupazione”. Se da un lato rimangono fondati i timori per le ricadute economiche e sui livelli occupazionali, dall’altro l’ex sindaco ha evidenziato come in altre realtà regionali l’integrazione tra sistemi aeroportuali abbia prodotto effetti positivi sull’aumento delle destinazioni e sui servizi.

