Al via la vaccinazione anticovid anche sul personale della Croce Verde Torino, sezione Borgaro-Caselle


Domenica 10 gennaio è iniziata la campagna rivolta ai militi del trasporto sanitario di enti ed associazioni aderenti ad Anpas Piemonte. La testimonianza di un volontario della nostra sezione.

di Mauro Giordano

Domenica 10 gennaio è stato il Vax Day per i volontari del trasporto sanitario, tra cui i militi della Croce Verde Torino, sezione di Borgaro-Caselle. E di questo importante momento riportiamo la testimonianza di Marco Aimo Boot della terza squadra, un messaggio di speranza che riguarda tutto il gruppo di volontari che hanno anteposto il servizio gratuito alla loro vita privata.

“Nel tardo pomeriggio di venerdì 8 gennaio un messaggio del tutto inaspettato si presentava nella mia casella di posta elettronica. Era la comunicazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale “Città di Torino” con la quale mi invitava a presentarmi presso l’Ospedale Martini di Torino per sottopormi alla vaccinazione anti-SARS-COV2.Appuntamento fissato per domenica 10 gennaio alle ore 10. Le adesione erano state raccolte tra i militi della Croce Verde Torino, solo lo scorso 15 dicembre, di conseguenza apprendere a distanza di poche settimane l’assegnazione dell’effettiva data per la vaccinazione mi ha sorpreso positivamente. Ho appreso questa notizia con soddisfazione e riconoscenza nei confronti della Direzione Sanitaria Regionale per aver offerto a noi volontari la possibilità di effettuare la vaccinazione con la medesima priorità del personale sanitario operativo in tutta la Regione Piemonte. Si tratta di un privilegio e di un gesto concreto di riconoscenza per il nostro operato durante tutti questi mesi di pandemia in cui una parte di noi militi non si è risparmiata nonostante i giorni molto difficili che abbiamo dovuto affrontare”.

“Personalmente ho trascorso le ore precedenti la vaccinazione con una certa apprensione. Infatti il turno di guardia notturno della terza squadra, dove milito, ha casualmente preceduto il Vax Day e può capitare che l’orario di fine turno possa essere influenzato da una chiamata di soccorso improvvisa a ridosso del cambio squadra. E come “fortuna” vuole, l’imprevisto ha effettivamente fatto capolino. Poco prima delle ore 7 di domenica 10 gennaio, il telefono della centrale operativa del 118 interrompeva il dormiveglia della squadra. La chiamata era per una richiesta di soccorso urgente a seguito di una caduta accidentale in casa presso l’abitato di Settimo Torinese. Senza alcun tentennamento, salivo a bordo dell’ambulanza con il resto dell’equipaggio indossando prontamente la tuta monouso di protezione tipica del periodo “COVID” per recarci tempestivamente sul target. L’intervento aveva indubbiamente priorità assoluta, ma una parte del mio cervello elaborava il fatto che questa missione di soccorso avrebbe messo a rischio l’arrivo in orario al mio vitale appuntamento con lo scudo anti-COVID”. 

“Non potete immaginare che sospiro di sollievo nel vedere l’amico Ivano che attendeva prontamente l’arrivo della mia ambulanza nell’area di parcheggio antistante l’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Bosco, pronto a darmi il cambio. Nonostante l’orario della vaccinazione si stesse avvicinando inesorabilmente, ma confortato da un buon grado di ottimismo, salgo sull’auto di servizio lasciatami da Ivano, fiducioso di poter arrivare a destinazione senza ritardo. Cosa che avviene senza altri impedimenti”.

“La giornata vaccinale appena trascorsa rimarrà certamente impressa nella mia memoria, come evento storico a livello personale in cui si accendono le prime luci concrete per uscire dal tunnel della pandemia. Vaccinarsi deve essere visto prima di tutto come un gesto di grande responsabilità nei confronti della collettività in cui ciascuno di noi è chiamato ad esporsi in prima persona mettendo da parte timori e dubbi di fronte ad un vaccino nuovo e sviluppato in tempi record grazie agli stupefacenti progressi della scienza e della ricerca. La vaccinazione anti-SARS-CoV-2 rappresenta per noi volontari una svolta epocale in quanto consentirà a tutti i militi, che in questi nove mesi di pandemia hanno optato liberamente di astenersi dall’espletamento dei turni guardia per diverse ragioni personali, di poter riprendere la loro attività a decorrere dal settimo giorno dopo la somministrazione della seconda dose vaccinale. Un risultato importante per ricostituire l’organico della sezione di Borgaro-Caselle dopo mesi in cui un gruppo ristretto di militi rimasti operativi si è prodigato a fornire la costante copertura dei turni con sforzi enormi e ciò per non impattare negativamente sul servizio alla collettività del territorio”.


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Giovanni D'Amelio