Parco Chico Mendes: una tesi di laurea con tanti progetti di valorizzazione


A realizzarla è stata la borgarese Cristina Tampone, laureatasi in Progettazione delle Aree Verdi e Paesaggio. Uno studio per analizzare le criticità, ma anche le potenzialità dell’area verde.

di Giada Rapa

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Da qualche anno l’amministrazione comunale di Borgaro sta tentando di valorizzare nuovamente il parco Chico Mendes, vasta area verde ricca di potenzialità spesso poco sfruttate. Una interessante analisi di questo polmone verde arriva da Cristina Tampone, giovane borgarese laureata in Progettazione delle Aree Verdi e Paesaggio proprio con una tesi proprio sul Chico, che focalizza l’attenzione su due aspetti principali: il sistema delle connessioni ecologiche e l’aspetto antropico-sociale. Una tesi che nasce dall’intenzione della giovane di “offrire una proposta progettuale alla cittadinanza, che possa contribuire al tema della rigenerazione delle aree periurbane della Città Metropolitana di Torino”. Una nuova proposta di parco, valorizzato quale bene pubblico e integrato con le realtà limitrofe, come la Mandria e le varie riserve di salvaguardia lungo la Stura di Lanzo.

“Per ciò che riguarda le connessioni ecologiche, il parco Chico Mendes risulta essere in una posizione strategica e che, dal punto di vista della rete ecologica provinciale e regionale, necessita di una valorizzazione ambientale tale da annoverarlo come zona di salvaguardia o riserva naturale. Dal punto di vista delle connessioni fruitive, invece, il parco rappresenta un crocevia di greenways di rilievo -come Corona di Delizie in Bicicletta e Stouring– ma non possiede adeguate infrastrutture e strutture ricettive atte a venir adeguatamente incontro alla domanda cicloturistica, sempre più attuale” racconta Cristina. L’aspetto antropico-sociale è stato invece indagato secondo diverse modalità: non solo con l’analisi infrastrutturale, dei servizi e della normativa, ma anche attraverso il questionario diffuso sui social network -con l’intenzione di coinvolgere in modo diretto la cittadinanza nei processi decisionali e amministrativi- il quale ha dimostrato che il Chico Mendes è l’anello di congiunzione di un lungo corridoio verde ma che necessita di strutture ricettive per poter essere fruito al meglio.

“Tenendo conto delle differenti esigenze avanzate dalla cittadinanza, sono stati proposti interventi di natura diffusa, come l’implementazione e il miglioramento della rete sentieristica e la piantumazione di specie autoctone, e di natura circoscritta come la realizzazione di punti di interesse”. Tra questi spicca senz’altro il progetto di una piazza multifunzionale, dedicata a Vincenzo De Santo, giovane borgarese scomparso prematuramente e che ogni anno viene ricordato dalla famiglia con la manifestazione podistica Corri & Cammina a Borgaro che coinvolge parte del parco. “L’ampia forma circolare permetterà di ospitare eventi come spettacoli, concerti, mostre, mercatini. L’idea di dedicare a Enzo uno spazio per le attività di aggregazione sociale si giustifica sia con il fatto che l’associazione in suo ricordo ha contribuito in maniera fondamentale sia al mantenimento del parco e sia alla sua promozione come bene della comunità borgarese” ha ancora spiegato Cristina. Molto importante anche l’aspetto dell’inclusione sociale per rendere il Chico Mendes il più accessibile possibile, attraverso la creazione di sentieri che non escludano la fruizione di persone con difficoltà motoria, ma anche l’implementazione della segnaletica e dei cartelli informativi veicolati in diverse lingue, già in parte presenti.


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