Borgaro: una targa per ricordare Pietro Garino, “seminatore di Pace”


A 80 anni dalla sua uccisione a seguito di una rappresaglia nazifascista, l’ANPI Sezione “Ercolina Suppo” ha organizzato una cerimonia alla presenza della famiglia.

di Giada Rapa

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Era il 4 settembre 1944 quando, in occasione di un rastrellamento da parte dei tedeschi – in risposta a un’azione partigiana compiuta sul nostro territorio – il borgarese Pietro Garino veniva ucciso.

A 80 anni da quella tragedia, l’ANPI di Borgaro Sezione “Ercolina Suppo” continua il suo impegno nell’onorare non soltanto i partigiani borgaresi, ma anche le vittime innocenti di quella guerra. Dopo Giacomino Peloso, la cui targa commemorativa è stata affissa alla recinzione della Scuola dell’Infanzia che ne porta il nome, la targa di Pietro Garino è stata installata in via Santa Cristina, vicino alla sua lapide nei pressi del campo sportivo, proprio dove l’uomo è stato ucciso. Garino è stato definito dalla Sezione ANPI “Seminatore di Pace”: la sua morte, infatti, ha permesso a don Banche e a don Rolle di trattare per il rilascio di 60 borgaresi, tra cui il fratello maggiore di Pietro.

Presenti alla cerimonia i figli, Mario e Giuseppe – che all’epoca avevano rispettivamente 10 e 6 anni – insieme alle rispettive famiglie. Assente, invece, una rappresentanza dell’amministrazione comunale. “Mio padre non era un militare: è stato semplicemente la vittima di una rappresaglia” ha sottolineato Giuseppe, ricordando la crescita segnata dalla mancanza del padre e la grande forza della madre nel portare avanti la famiglia. “Occorre fare un passo avanti che non significa dimenticare: dimenticare vorrebbe dire offenderli, ucciderli un’altra volta. Ma è importante cercare di risolvere i problemi di oggi, per lasciare ai nostri giovani un futuro migliore”.


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