Barriere architettoniche: quando sei gradini diventano un muro di indifferenza


La vicenda di una cittadina borgarese porta a interrogarsi su quanto l’integrazione, per chi vive situazioni di difficoltà, sia ancora lontana.

di Giada Rapa

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Da quattro anni Laura Folin, 84 anni, invalida al 100% e costretta alla carrozzina, non può uscire di casa in autonomia. A impedirglielo sono sei gradini che separano l’appartamento dal portone. Il figlio Fabrizio Conta, che vive con i genitori e si prende cura di entrambi – il padre ha 85 anni ed è anch’esso invalido al 100% – ha chiesto più volte al condominio di installare un montascale.

La proposta, che avrebbe garantito alla madre la libertà di uscire senza dipendere dagli altri, è stata discussa in assemblea condominiale. Nonostante il costo relativamente contenuto – circa 700 euro a condomino, rimborsabili al 75% grazie ai bonus statali in dieci anni – la maggioranza dei residenti ha rifiutato di contribuire. “A parole tutti d’accordo, ma quando si tratta di tirare fuori i soldi, molti si dileguano”, denuncia Conta. Il caso non riguarda solo la signora Folin: nello stabile ci sono almeno altre tre persone che avrebbero bisogno di un montascale, e altre potrebbero necessitarne in futuro. “Manca la sensibilità verso chi è più fragile. Condannare una persona invalida dentro quattro mura è un fatto grave e inumano. Tutti noi, un giorno, potremmo trovarci nella stessa situazione” conclude Fabrizio.

Una vicenda richiama l’attenzione sul tema delle barriere architettoniche, ancora troppo presenti nonostante le normative e gli incentivi per l’accessibilità. Nel 2025, in un Paese che parla spesso di inclusione, la storia di Laura e della sua famiglia diventa un simbolo delle difficoltà quotidiane che molte persone con disabilità devono affrontare.

La vicenda di questa famiglia di Borgaro ci ricorda che l’accessibilità non è un favore, ma un diritto. E che la comunità non dovrebbe voltarsi dall’altra parte quando qualcuno chiede di vivere con dignità. Perché un giorno, quei sei gradini potrebbero diventare la barriera che separa anche noi dalla normalità.


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