Borgaro: doppio riconoscimento per Roberto Mattiello, sempre al servizio della comunità


Il Comandante della Polizia Locale ha ricevuto una targa per i 40 anni di appartenenza all’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo e un’altra per i 35 anni di lavoro quale vigile urbano.

di Giada Rapa

Dalla ferma militare nei Carabinieri alla guida della Polizia Locale di Borgaro Torinese, Roberto Mattiello ha attraversato oltre tre decenni di servizio pubblico con discrezione, competenza e spirito di comunità. Nella giornata di martedì 20 gennaio, nel corso di una breve cerimonia presso l’ufficio del sindaco Claudio Gambino, gli sono state consegnate due targhe commemorative: una dall’amministrazione borgarese per i suoi 35 anni di servizio nella Polizia Locale, l’altra dall’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo per i 40 anni di appartenenza al sodalizio. Un doppio riconoscimento che celebra non solo la sua lunga carriera, ma anche la sua umanità e il suo stile operativo, sempre improntato al dialogo e alla vicinanza.

A raccontare il suo percorso professionale è stato proprio il sindaco. “Iniziato nel 1982, con il servizio militare presso la Legione Carabinieri Piemonte, si è sviluppato attraverso ruoli chiave nei comandi di Ciriè, Borgaro, Caselle e Mappano. Dal 2005 ha ricoperto incarichi da ufficiale, fino a diventare Commissario Comandante a Borgaro nel 2020. Ma al di là dei titoli, ciò che emerge è la sua dedizione quotidiana: interventi sul territorio, attenzione ai bisogni concreti, dai bambini agli anziani, e una vigilanza mai autoritaria, sempre orientata al servizio. Un servizio che sembra semplice, ma semplice non è. Mattiello ha saputo interpretare il ruolo con passione, impegno e spirito di servizio. È stato un punto di riferimento per la città, capace di affrontare anche le questioni più delicate con equilibrio e buon senso

“Mi sento fortunato: svolgo un lavoro che mi piace, in un ambiente amichevole, per questo ho intenzione di andare in pensione”, ha dichiarato con semplicità. Si è inoltre definito “della vecchia guardia”, non per nostalgia, ma per ribadire un modo di intendere la vigilanza: presenza costante, ascolto, disponibilità. “Come vigili siamo un punto di riferimento per i colleghi e per i cittadini”, ha spiegato, ricordando quanto conti il dialogo quotidiano che nasce dal contatto diretto.


Commenti

commenti