A Caselle illustrato il progetto “Vivere a più Colori”


Realizzato dall’InformaGiovani e dal CAG, si compone di un cortometraggio e di una serie di murales al fine di riflettere sul tema dell’integrazione.

di Giada Rapa

Sabato 28 settembre l’InformaGiovani e il Centro di Aggregazione Giovanile di Caselle hanno presentato il progetto “Vivere a più colori”, realizzato nell’ambito del bando della Regione Piemonte per il sostegno di attività svolte dai CAG e che mira a far riflettere sul tema dell’integrazione.

“Ringrazio i Servizi Giovani nella loro globalità per aver lavorato a questo progetto, volto a promuovere e a veicolare messaggi importanti. L’accoglienza passa sia attraverso grandi progetti, sia attraverso iniziative locali come quella che presentiamo oggi. Questi murales e il video che a breve andremo a visualizzare passa un messaggio forte, quello della benevolenza, ovvero il partire da culture diverse senza disperdere le proprie origini, per metterle insieme e creare qualcosa di nuovo” ha esordito il Sindaco Luca Baracco. Durante la mattinata è intervenuta anche l’assessora Erica Santoro, che ha ricordato la manifestazione Friday For Future tenutasi a Torino il giorno precedente, venerdì 27 settembre. “Al di là del tema, la cosa meravigliosa era la massa di ragazzi che si trovava lì. Questo rappresenta una speranza enorme. Chi fa il nostro lavoro, chi mette la faccia per la comunità, deve avere la speranza di riuscire a fare qualcosa di meglio. Non lasciateci soli, ragazzi, dateci una mano perché noi crediamo in voi”.

Il progetto “Vivere a più Colori” si è composto di una serie di murales, realizzati grazie al contributo del writer Alessio Longo ed esposti sotto i portici di Palazzo Mosca, uniti tra loro da una serie di impronte di piedi che non hanno punto di arrivo, né punto di partenza. Ai presenti è inoltre stato chiesto di scrivere il proprio nome sopra uno dei post-it colorati messi a disposizione e posizionarlo sullo Stato o Continente che rappresenta la prossima meta o il viaggio ideale che si sogna di realizzare prima o poi. Il cortometraggio “La vera storia di Zighinè”, diretto dal regista Daniel Coffaro, rientra invece nella categoria del mockumentary, ovvero del “falso documentario”: un modo per raccontare attraverso un’intervista fittizia una storia non reale, ma che può essere verosimile. Una storia per veicolare messaggi di integrazione, accoglienza, generosità, amicizia e amore.


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