Caselle ricorda l’eccidio del 1° febbraio 1945


Come da consolidata tradizione, l’amministrazione comunale e l’ANPI Caselle-Mappano Sezione “Santina Gregoris” hanno organizzato una sentita cerimonia per ricordare i 5 giovani fucilati in Piazza Mensa 77 anni fa.

di Francesca Venuti

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Sabato 5 febbraio il Comune di Caselle, in collaborazione con l’ANPI Caselle-Mappano Sezione “Santina Gregoris”, ha celebrato il 77° anniversario dell’eccidio del 1° febbraio 1945 avvenuto al Prato Fiera, in cui cinque giovani –Cafiero Luigi, Garbolino Antonio, Mensa Andrea, Praiotto Adolfo e Tamietti Mario– vennero fucilati.

La celebrazione si è svolta davanti alla lapide di piazza Mensa a loro dedicata. Erano presenti, oltre al Sindaco Luca Baracco e alla Presidente dell’ANPI di Caselle-Mappano Giusy Chieregatti, rappresentanti della Città Metropolitana di Torino -tra cui Gianna Pentenero– alcuni sindaci dei comuni limitrofi, le associazioni cittadine, le Sezioni ANPI del territorio. Alla celebrazione ha preso parte anche la Filarmonica “La Novella” di Caselle, che ha suonato vari brani tra cui l’Inno Nazionale e “Bella Ciao”.

Il discorso introduttivo della celebrazione ha avuto inizio con Giusy Chieregatti che ha parlato dell’integrità etica dell’ANPI “conosciuta come ente morale dal 1945” e della partigiana Santina Gregoris a cui è intitolata la sezione, “che dalle finestre del vecchio Baulino si affacciava sventolando il tricolore in occasione di questa commemorazione”.  Chieregatti ha anche ringraziato, alla fine della manifestazione, i giovani della sezione ANPI e dell’associazione Aegis, parte importante nell’organizzazione e partecipazione degli eventi promossi.

La parola è poi passata a Baracco, nel suo decimo e ultimo appuntamento con questa commemorazione in veste di primo cittadino. Il Sindaco nel suo intervento ha ricordato questi “giovani che si sono immolati nel nome della necessità di ridare dignità ad un popolo” e citato la senatrice Liliana Segre sottolineando che “bisogna ricordare sempre gli orrori del nazismo, non solo nelle cerimonie ufficiali del 27 gennaio”. Baracco ha inoltre ringraziato tutte le autorità, le associazioni e i cittadini presenti alla manifestazione ricordando “l’atteggiamento attivo e non passivo” dei giovani martiri proponendo tre parole chiave: resilienza, impegno e benevolenza, “tre caratteristiche della Resistenza”.


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