Caselle: l’edificio di via Cravero è idoneo per diventare uno studentato


A differenza di quando è stato affermato in Consiglio Comunale, l’edificio pubblico è stato dichiarato – già a settembre 2023 – idoneo ad accogliere giovani universitari. Ma l’amministrazione non è intenzionata a procedere in tal senso, essendo l’immobile inserito nel piano delle alienazioni.

di Giada Rapa

In occasione del Consiglio Comunale del 22 luglio, il consigliere di opposizione Endrio Milano aveva chiesto aggiornamenti in merito alla candidatura – da parte dell’amministrazione comunale – dell’edificio di via Cravero al fine di trasformarlo in una residenza per studenti universitari fuori sede. Secondo quanto dichiarato dall’assessora Antonella Passaretti, la candidatura era stata regolarmente inviata, ma non accettata dal Ministero.

Tuttavia Milano ha deciso di fare richiesta di accesso agli atti, attraverso la quale ha scoperto che per il Ministero, come da decreto 1269 del 27 settembre 2023 – quindi ormai di quasi un anno fa – l’edificio risulta idoneo a contenere 20 posti letto. “L’amministrazione – scrive Milano – ha quindi affermato qualcosa di non veritiero. E se questo edificio è risultato idoneo, ancora di più lo sarebbe stato il Vecchio Baulino, come sempre sostenuto dal gruppo Progetto Caselle 2027. Il bando ci avrebbe infatti permesso di ristrutturarlo senza oneri per il bilancio comunale, rimanendo di proprietà comunale; portando a Caselle giovani universitari con indubbi vantaggi anche per l’economia locale”. La questione è diventata anche oggetto di un’interrogazione consiliare, depositata in questi giorni proprio da Milano.

“La risposta sulla mancata idoneità – si giustifica l’amministrazione attraverso un comunicato stampa – è stata data in virtù del fatto che nessuna nota di riscontro è stata inviata da parte del Ministero, intendendo procedere alla verifica degli atti con gli uffici competenti”. Lasciando anche poco spazio di interpretazione sul futuro dell’edificio di via Cravero. “Avendo inserito l’immobile in oggetto nel piano delle alienazioni del patrimonio comunale, l’amministrazione non intende procedere direttamente alla realizzazione della residenza universitaria. L’idoneità a tale destinazione costituirà un requisito che potrà essere oggetto di valutazione da parte del soggetto che lo acquisirà”.


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