Caselle: un’intensa e partecipata serata sulle legalità, dove però hanno pesato le assenze


L’appuntamento, organizzato per consegnare al testimone di giustizia Mauro Esposito un riconoscimento per il suo impegno contro la ‘ndrangheta, ha visto la presenza di diversi personaggi che lottano quotidianamente contro le mafie. Tuttavia, assenti in sala figure istituzionali cittadine.

di Giada Rapa

Un riconoscimento a Mauro Esposito – per il suo impegno nella lotta alle mafie, promosso dal consigliere comunale di opposizione Endrio Milano – è stata l’occasione per dare vita a una serata carica di significato e di racconti che toccano corde profonde. Sabato 14 giugno, in Sala Cervi, il tema della legalità si è intrecciato con testimonianze dirette di grande coraggio, ma anche di altrettanta solitudine. Ospiti d’eccezione hanno portato le loro storie sul palco, condividendo esperienze di lotta contro la criminalità organizzata e il prezzo spesso altissimo da pagare per chi decide di opporsi.

Salvatore Borsellino – che all’età di 83 anni ha guidato da solo da Milano a Caselle e ritorno – fratello del magistrato Paolo assassinato nel ’92, ha ricordato la lunga battaglia per ottenere verità e giustizia, denunciando l’abbandono dello Stato verso chi lotta contro le mafie. Marisa Garofalo, sorella di Lea, ha raccontato la tragica vicenda della testimone di giustizia calabrese, “creduta solo dopo la sua morte”. Storie come quelle di Mauro Esposito e Matteo Tubertini hanno evidenziato non solo il coraggio individuale, ma anche il muro di indifferenza e le difficoltà burocratiche che si frappongono tra chi denuncia e l’effettiva protezione istituzionale. E poi ancora la toccante testimonianza di Marco Sorbara, in carcere per 909 giorni per un reato – quello di concorso esterno in associazione mafiosa – mai perpetrato, che ha anche sottolineato come un’accusa del genere ti “marchi” agli occhi della gente, perché anche da assolto non tutti sono disposti a credere alla tua innocenza.

I racconti degli ospiti – attraverso la moderazione del giornalista RAI Paolo Di Giannantonio – hanno dipinto un quadro inquietante, fatto di ritorsioni, isolamento e istituzioni spesso assenti quando servirebbe un supporto concreto. Se da un lato si è celebrata la forza di chi ha scelto di sfidare la ‘ndrangheta, dall’altro si è percepito un forte senso di ingiustizia per l’insufficiente tutela e vicinanza garantita dallo Stato ai testimoni di giustizia. Un elemento evidenziato anche da Mimmo Scordino e Nicola Catanese,rispettivamente Staffetta Dispositivo Scorta di Giovanni Falcone e Capo Scorta di Paolo Borsellino, le cui testimonianze hanno offerto uno sguardo crudo sulla violenza di quegli anni a Palermo, il senso di costante pericolo e il fallimento dello Stato nel proteggere i suoi servitori. Sul palco anche Davide Mattiello, ex componente della Commissione antimafia e Sergio Gaglianese, presidente de “La Tazzina della Legalità”. A introdurre e a concludere la serata, il Direttore Artistico del CDM Franco Romamelli, insieme alla maestra di canto Valentina Molino e al giovane gruppo dei Black Velvet.

A fronte di un evento carico di significato e di partecipazione emotiva, l’assenza della maggioranza che governa Caselle è stata a più riprese sottolineata dagli ospiti presenti, non solo durante l’evento, ma anche sui social nei giorni successivi. Sindaco, Giunta – a eccezione dell’assessore Paolo Marchetti, rimasto però sullo sfondo – e consiglieri di maggioranza hanno disertando la serata.  A dare un minimo di presenza istituzionale ci hanno pensato solo pochi membri dell’opposizione, tra cui Andrea Fontana – in sostituzione del Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Messina – e Roberto Turletto, che hanno affiancato il promotore dell’iniziativa, Endrio Milano. Assenti anche gli esponenti del Circolo PD cittadino. Una mancanza che ha portato Milano, Fontana e Turletto a segnalare formalmente l’accaduto alle autorità competenti. Il loro appello è chiaro: quali segnali lancia un’amministrazione che si sottrae a un momento di memoria e riconoscimento per chi ha sfidato la criminalità organizzata? Anche solo una presenza simbolica avrebbe trasmesso un messaggio di vicinanza ai testimoni di giustizia e di impegno civile. Un duro comunicato stampa è stato scritto anche da Gaglianese, mentre attraverso il suo profilo Facebook Mauro Esposito ha modificato la targa consegnatagli da Milano e Fontana recante la scritta “Il Consiglio Comunale” con “Alcuni cittadini di Caselle T,se”.


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