I 20anni di amicizia tra le due comunità sono stati celebrati tra ricordi, storie e dialetto piemontese.

di Giada Rapa
Un filo rosso di ricordi e singolari coincidenze temporali lega il ventennale del gemellaggio tra Caselle e la comunità argentina di Morteros. Il 18 settembre 2026, nell’esatta stessa data in cui dieci anni fa l’ex sindaco Luca Baracco celebrava il decennale, l’aula consiliare è tornata ad accogliere la delegazione sudamericana. Padrone di casa Giuseppe Marsaglia, lo stesso primo cittadino che nel 2006 ha sottoscritto il patto di amicizia.
La giornata più intensa di emozioni è stata infatti quella di venerdì 18 settembre, iniziata presso il Monumento all’Emigrante situato nell’omonima piazza, dove Hernán Trossero, presidente della FAPA – Federazione Associazioni Piemontesi in Argentina – ha iniziato il suo discorso in dialetto piemontese, per sottolineare le radici profonde che ancora legano alla terra d’origine un popolo emigrato oltre 120 anni fa. Proprio di fronte all’opera realizzata dal casellese Domenico Musci, la vedova Marinella ha consegnato a Trossero due volumi storici curati dal marito dedicati agli oggetti d’epoca e alle antiche osterie locali. Dopo la benedizione impartita da don Alessandro – che ha affidato l’unione tra le comunità alla protezione di Papa Francesco, definito “argentino al 100% ma anche piemontese al 100%” – la cerimonia di piazza si è conclusa con la consegna di targhe, omaggi ufficiali e la donazione da parte degli ospiti sudamericani di una bandiera cerimoniale argentina recante una dedica di fratellanza.
Al termine del momento di festa in piazza, le autorità e la delegazione si sono trasferite all’interno del palazzo civico, prima dell’avvio del consiglio comunale. Nell’aula si è svolta la seconda parte della celebrazione istituzionale, aperta con il saluto dell’amministrazione a tutti i cittadini e ai discendenti degli emigrati piemontesi da parte del presidente del consiglio comunale Salvatore Messina. In questa sede, Trossero ha preso nuovamente la parola per leggere la lettera ufficiale inviata dal sindaco di Morteros, Sebastián De Marchi – lui in argentino, mentre la moglie Alejandra Gaido la versione in italiano – nella quale si sottolinea che nonostante 14.000 km a dividerle, le due comunità rappresentano una casa l’una per l’altra. La cerimonia si è conclusa con la firma del Libro d’Onore del Gemellaggio, sottoscritto congiuntamente da Marsaglia e da Trossero.

