Circa 70 le persone che hanno aderito al secondo appuntamento, promosso dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino, che concilia il sapere con il gusto.

di Giada Rapa
Per la seconda volta in pochi mesi, Mappano è tornata a ospitare la cultura patrocinando un nuovo appuntamento di “Ricercatori alla Spina”, che in questa occasione si è tenuto presso la Trattoria Vecchio Pavone con quasi 70 partecipanti.
Un format di divulgazione multidisciplinare nato da un’idea di Claudio Forte – attualmente professore associato del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino e collega della consigliera di maggioranza mappanese Margherita Profiti – sviluppato dall’impresa sociale Psiquadro e approdato in Piemonte anche grazie al supporto organizzativo di CentroScienza. “Il progetto – ha raccontato Forte – è nato per la prima volta nel 2014 prendendo spunto dalla mia esperienza come cameriere, ma con un format diverso che non ha avuto un grande riscontro. L’anno successivo, invece, è diventato quello che si conosce oggi: un evento che si svolge nei bar, nei pub, nei ristoranti, con la presenza di ricercatori e ricercatrici – ormai il gruppo conta più di 100 persone – che portano a tavola curiosità scientifiche appositamente scelte da un menù speciale”.
Acconto alle proposte dei piatti offerti alla carta dall’attività presso la quale si svolge l’evento, si può infatti trovare un menù “alternativo”, fatto di una ricca offerta di temi di vario genere: l’evoluzione dell’A.I, il problema delle microplastiche, l’economia circolare degli scarti alimentari, allevamenti intensivi, nuove cure contro i tumori cerebrali e racconti sull’Alzheimer sono alcuni degli argomenti trattati dai 10 ricercatori intervenuti alla serata mappanese. “Il bello è sedersi a tavola con coloro che hanno ordinato un determinato argomento, al fine di favorire la divulgazione, ma anche il dialogo e il confronto. Gli interventi sono infatti brevi, atti a favorire la nascita di domande. Una forma di racconto che al ricercatore manca, ma che in questo modo può essere condivisa” ha sottolineato Forte.
Proprio come in un ristorante, anche “Ricercatori alla Spina” ha un suo menù stagionale, per offrire varietà e argomenti sempre nuovi, anche al passo con l’attualità.

