L’idea del Bilancio partecipativo avanzata da Latella non piace né al PD né al Movimento 5 Stelle


maniBORGARO – Nel prossimo Consiglio Comunale di luglio si parlerà anche di questa forma di partecipazione diretta dei cittadini. Ma la mozione così come è stata presentata dal gruppo di centro destra non appassiona le altre forze politiche.

Giovanni D’Amelio

Qualche giorno fa abbiamo scritto della proposta che Latella, Sciandra e Ferricchio presenteranno nella prossima assise consiliare in materia di bilancio partecipativo. Casa e lavoro i due settori del sociale sui quali intervenire per sperimentare anche in città il coinvolgimento diretto dei cittadini nel formulare progetti di interesse generale da finanziare.

casottiMa per una ragione o per l’altra il progetto della compagine di centro destra non piace alla maggioranza (Partito Democratico) e neanche all’altro pezzo di minoranza rappresentato dal Movimento 5 Stelle. “Siamo favorevoli a tutte quelle proposte che favoriscono un coinvolgimento diretto e consapevole dei cittadini  – afferma Gianluigi Casotti, assessore al Bilancio e alle Politiche Sociali –  ma con franchezza, però, ulteriori 200 mila euro da destinare al socio-assistemziale, oltre ai 500 mila che già spendiamo tra Consorzio e aiuti economici, mi sembra un sogno. In un periodo di crisi economica, di tagli dei trasferimenti statali e di obblighi al rispetto del patto di stabilità  – chiude Casotti – è troppo anche per un’amministrazione come la nostra particolarmente sensibile a queste tematiche. Comunque se ci saranno delle proposte che individuano le fonti di finanziamento sostenibili, ma soprattutto chiare modalità di erogazione, credo che troveranno la nostra piena disponibilità”.

borgaro-opposizioneL’idea di Latella non piace neanche ai grillini. “Il modello della democrazia partecipativa prevede che i cittadini, tramite lo strumento del bilancio partecipativo e mediante forme assembleari, possano scegliere priorità di spesa e progetti da finanziare” sostengono i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Cinzia Tortola e Piero Calza. “Il principio – continuano – è incredibilmente semplice: una commissione di cittadini, estratti a sorte fra coloro che si sono candidati, insieme ai tecnici del Comune, elabora  delle proposte selezionando i progetti presentati dagli stessi residenti che potranno votare con un referendum il progetto da presentare in Consiglio Comunale per la sua approvazione e messa in opera. Ogni anno è possibile presentare un numero di progetti congruo con l’entità della quota economica messa a disposizione dal Comune”. E infine una stoccata all’indirizzo del centro destra: “Ci interroghiamo su come mai  altre forze politiche abbiano deciso di proporre questo modello, che peraltro si ritrova nel nostro programma elettorale, ma siamo lieti che le buone idee non abbiano colore e identità partitica”.

E i cittadini cosa ne pensano? Per ora, cari lettori, se volete potete lasciare un commento nello spazio sottostante.


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