Profughi a Borgaro: la cittadinanza si oppone


foto_resize.aspManca poco all’incontro che deciderà se anche i comuni di Borgaro e Caselle dovranno ospitare parte dei profughi che ogni giorno approdano sulle coste di Lampedusa. Ma la maggior parte dei cittadini non è d’accordo.

di Giada Rapa

 

BORGARO – Tra poco meno di un’ora inizierà la riunione convocata a Torino dal Prefetto Paola Basilone per discutere della questione immigrati. I comuni di Borgaro e Caselle, insieme a un’altra 50ina di comuni che presiederanno oggi, potrebbero essere chiamati a ospitare alcuni dei profughi che ogni giorno giungono sulle nostre coste. Una situazione che preoccupa non poco i sindaci Claudio Gambino e Luca Baracco, nonché i residenti dei due comuni. Alla domanda “Cosa ne pensa dei fatto che il comune potrebbe dover ospitare dei profughi sul territorio?” in pochi si sono dimostrati favorevoli.
“Lo dico sinceramente -ammette Anna, 34 anni- se arrivassero qui io avrei paura ad uscire di casa. So che è sbagliato generalizzare, ma spesso le condizioni disperate fanno compiere azioni disperate. Inoltre qui a Borgaro dove potrebbero sistemarli? A mala pena abbiamo le case per i nostri concittadini”. Opinione condivisa anche da Tiziana, di 26 anni. “Se c’è modo di ospitarli ben venga, ma occorrono strutture adeguate. Noi dove possiamo metterli? Nel momento in cui si dà accoglienza è giusto fornire attrezzature adeguate” spiega Carlo, 66 anni. Idea condivisa dalla maggior parte degli intervistati, che sono contrari all’arrivo dei profughi non per motivi razziali o di scarsa solidarietà, ma perché convinti che occorrano strutture adeguate che Borgaro e Caselle non hanno a disposizione. “Se non ci sono posti adeguati per i nostri concittadini come pensiamo di poter ospitare gli immigrati?” è il commento più comune alla domanda.
C’è anche chi non esita a proporre “soluzioni” alternative. “Torino è una grande città, lì il posto c’è. Devono impegnarsi loro, non possono pretendere che lo faccia una città piccola come Borgaro” propone Mario, 72 anni. “Perché non metterli nelle canoniche?” suggerisce invece provocatoriamente Piero, di 60 anni.


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