Leinì contro la legge su Mappano Comune, la rabbia dei cittadini che cantano l’inno di Mameli


Dopo una lunga discussione, il Consiglio Comunale leinicese ha approvato ieri sera la delibera che chiede l’abrogazione dell’atto legislativo 1/2013 che ha creato il nuovo ente. Domani tocca a Borgaro fare lo stesso e a seguire (forse) anche Settimo.

di G. D’A.

Leinì – Ci sono volute circa tre ore di discussione, due sospensioni del consiglio e una cacciata dall’aula consiliare di diversi abitanti di Mappano, che “disturbavano i lavori dell’assemblea”, prima che la maggioranza, con il sostegno anche di una parte della minoranza, votasse la delibera che chiede alla Regione Piemonte di abrogare la sua legge che nel 2013 ha istituito il Comune di Mappano. Un epilogo quasi scontato, visto che la coalizione di governo guidata da Gabriella Leone da subito ha mostrato determinazione per raggiungere l’approvazione dell’atto. “Il Comune di Leinì – ha spiegato la Sindaca – con la nascita del neo ente andrebbe a perdere circa 237 mila euro all’anno (207 mila se ci sarà anche il distacco di un dipendente, ndr) per chissà quanto tempo. Uno squilibrio di gestione insostenibile che potrebbe essere colmato solo tagliando i servizi alla cittadinanza. Per questo – ha sottolineato con forza Leone – non solo abbiamo la volontà di votare questa delibera, ma presto i nostri avvocati depositeranno un ricorso al TAR e nel mentre attendiamo anche il pronunciamento in merito della Corte dei Conti”.

L’EMENDAMENTO E LA DELIBERA – Il provvedimento votato ieri sera, lunedì 8 maggio, è previsto dall’ex articolo 75 della legge regionale 1/2005 che permette a uno o più comuni, rappresentanti non meno di 25 mila elettori, la possibilità di esercitare un’iniziativa legislativa popolare presentando un progetto accompagnato da una relazione e dalle relative deliberazioni. Leinì da solo non raggiunge questo numeri, per questo, mercoledì 10 maggio, la stessa delibera sarà presentata per l’approvazione all’assemblea consiliare di Borgaro. E qui nasce il giallo dell’emendamento presentato dal capogruppo di maggioranza, Carlo Cazzari, che ha chiesto all’assise di votare un’aggiunta al documento che prevede l’approvazione del documento anche da parte del Consiglio Comunale di Settimo. Infatti, come ha subito denunciato la consigliera Silvia Cossu, Movimento 5 Stelle, senza Settimo non si raggiungerebbe la quota dei 25 mila elettori richiesti dalla legge, rendendo così illegittimo il provvedimento. La pentastellata ha accusato la maggioranza di approssimazione e superficialità “perché vi siete accorti in ritardo che qualcosa non quadrava e così sono intercorse delle telefonate tra Leinì e Settimo per rimediare alla mancanza”. Nonostante la lunga discussione non si è capito bene chi ha telefonato a chi, suscitando non solo le ire di Cossu, che per protesta si è accomodata tra il pubblico dichiarando di non volere partecipare alla votazione della delibera, ma anche degli altri esponenti dell’opposizione, soprattutto di Renato Pittalis e Gianfranco Brugiafreddo. L’emendamendo è stato votato favorevolmente dalla maggioranza come anche la delibera, che ha avuto anche il si di Pittalis e Silvano Riva, con l’astensione di Brugiafreddo, Giuseppe Musolino, Carmela Masi e Franco Scafidi.

LA DELEGAZIONE MAPPANESE – Già un’ora prima dell’inizio dell’assise un nutrito numero di abitanti della ex frazione ha iniziato a ritrovarsi sotto il Palazzo Civico di Leinì, per attaccare striscioni e bandiere e inneggiare con slogan al diritto di autonomia. Circa un centinaio i mappanesi, tra i quali i 5 candidati Sindaco che, salvo impedimenti giuridici, parteciperanno alle votazioni comunali dell’11 giugno, che si sono successivamente accalcati nella sala consiliare, strapiena per l’occasione. Francesco Grassi, rappresentante della lista civica Mappano in Comune ha letto una lettera aperta, inviata tra gli altri al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in sostanza impegna tutti e 5 i candidati sindaci a trovare un accordo dopo le votazioni con i comuni cedenti tramite la stipula di convenzioni che in buona parte potrebbero coprire gli squilibri di bilancio di Leinì, Borgaro e Settimo. Prima dell’approvazione della delibera, buona parte di loro, su ordine del Presidente del Consiglio Comunale Francesco Lamberti, è stata allontana dall’aula dai carabinieri e vigili urbani per disturbo alla prosecuzione dei lavori consiliari. All’esterno, per diversi minuti i mappanesi hanno cantato l’inno di Mameli chiedendo rispetto e l’applicazione dei principi democratici.


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Giovanni D'Amelio