IL PUNTO – Cogenpower: il titolo giù a picco, ma per la società non ci sono problemi


Borgaro/Caselle – Nell’ultima settimana le azioni del gruppo hanno perso sulla Borsa di Londra il 22% del valore (il 37% dall’inizio delle quotazioni). La costruzione della centrale a biomasse “procede secondo cronoprogramma”.

di Giovanni D’Amelio

275032_ddd-600x250Borgaro/Caselle – Poco più di un anno fa, alcuni media nazionali, SullaScia.net il primo a livello locale, con grande spolvero davano la notizia del da lì a poco futuro approdo di Cogenpower, la società della famiglia Vallone, alla Borsa di Londra, sottolineando come la spa borgarese (con sede legale a Caselle), fosse la prima in Italia nel suo genere ad essere quotata all’AIM della City. Il 12 febbraio 2016 gli azionisti di maggioranza di Cogenpower PLC brindavano al loro ingresso nel listino delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo, affermavano, di investire un milione di sterline sulle reti di teleriscaldamento in Italia e all’estero. Da quel giorno sono passati quasi 9 mesi e dai dati aggiornati alla chiusura dei mercati di venerdì scorso il titolo ha perso in totale quasi il 37% del proprio valore (il 22% solo nell’ultima settimana). Su questo andamento abbiamo chiesto lumi alla società, che a Borgaro gestisce tutta la rete di riscaldamento e che nello stabilimento di via Mappano sta ultimando la costruzione di una centrale a biomassa che circa due anni fa ha aperto un acceso dibattito tra alcune forze politiche, associazioni ambientaliste e cittadini contrarie a questa costruzione.

Francesco Vallone

Francesco Vallone

“Un’azienda quotata in Borsa va sempre valutata sul lungo periodo – risponde alle nostre perplessità Francesco Vallone, amministratore delegato di Cogenpower – ma con i risultati della semestrale abbiamo mostrato che la divisione teleriscaldamento, che si basa sulla tecnologia Anaconda, continua ad essere profittevole, registrando una crescita anno-su-anno dell’8% in termini di energia termica servita. Questa divisione – sottolinea Vallone – rappresenta, sia dal punto di vista dei risultati sia degli sviluppi tecnologici, l’unità che crea valore per gli azionisti di Cogenpower”. E sui movimenti di prezzo delle azioni nell’ultima settimane, l’ad commenta che “sono dovuti a compravendite di 5.000 azioni per transazione che hanno un controvalore di £750 ovvero €850 euro che è alquanto insignificante in confronto alla nostra capitalizzazione di Borsa. Quindi – conclude su questo punto Vallone – non c’è nulla di strano e nulla che non vada. Anzi tutto procede per noi nella norma con tanto lavoro e tante soddisfazioni”.

Infine un’ultima battuta sulla centrale a biomasse. “La progettazione dell’impianto è tra i più innovativi finora realizzati e la relativa integrazione con la centrale esistente è giunta quasi a conclusione. Il progetto procede secondo cronoprogramma che prevede l’avvio del nuovo impianto nel 2017”.


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