LA RIFLESSIONE – Croce Verde Borgaro e Caselle: in ricordo di Rosi, la mamma di tutti


In occasione dei 40 anni di fondazione della sezione, ieri i militi hanno donato al CIM di Mappano un defibrillatore in memoria di Maria Rosa Gosti, volontaria scomparsa a febbraio all’età di 77 anni. Le righe che seguono sono state scritte da uno dei padri fondatori del gruppo, che così descrive la donna “che era dappertutto”.

di Mauro Giordano

rosy-copiaUna paletta da nonno vigile, ferma la mia auto in prossimità della scuole di Mappano, un bel sorriso mi invita a mantenere la posizione statica fino a quando non saranno transitati sulle strisce pedonali dei ragazzini che con le loro voci creano una confusione piacevole, paragonabile ad un gruppo di cinciallegre che impazzano in una giornata primaverile. Riconosco dalla mano che sorregge la paletta il viso del vigile ,leggermente in ombra: è quello di Rosi Gosti. Ma Rosi Gosti, non era in Croce Verde? No. Rosi era nonno vigile, era nel SEA, il Servizio Emergenza Anziani, era in parrocchia, era “anche “in Croce Verde. Due giorni dopo quel semplice gesto di fermata dell’auto, Rosi andava a colorare quel pezzo di cielo che si era conquistata. Erano anni che non la vedevo più! Era il 9 febbraio 2016. Rosi era improvvisamente deceduta.

Da quel momento lei ha portato lassù il suo arcobaleno, con quei mille colori dell’iride che portava sempre con se. Rosi era dappertutto. Entrata in Croce Verde fin dal 1976, al momento della costituzione della Sezione, Rosi aveva le caratteristiche di persona che riusciva a trascinare, ad inserirsi, a farsi amare, a far capire che un individuo non è mai solo perché lei metteva in moto quel suo linguaggio simpatico, genuino, quasi sempre dialettale ,che fungeva da perfetto collante permanente. Nei turni di guardia era la cuoca della squadra: nei festivi, i suoi menù a base di agnolotti, gnocchi di pane, torta alla nocciola e caffè alla crema, erano paragonabili ad un ristorante stellato.

Ma Rosi era anche una ottima sarta. Ricordo che era nata una squadra di “tigrotti“, figli di militi e simpatizzanti e lei, con i ritagli di stoffa delle divise dei papà e della mamme, li aveva vestiti tutti. E questo esercito di vulcanicità portava orgogliosamente quella divisa sempre al seguito. In sede Rosi puliva le stanze, riordinava i letti, si preoccupava della salute dei militi, il caffè era sempre pronto a qualunque ora, perché lei era sempre sveglia ad aspettarti. Rosi era la mamma di tutti, e lo è ancora. Mai come a lei e si addice il nostro motto: “incontriamoci mai… ci siamo sempre” Ti vogliamo bene Rosi.


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Giovanni D'Amelio