Borgaro: puzze all’impianto di compost di via Mappano? “Colpa del caldo di stagione”


Dopo alcune segnalazioni giunte in redazione, l’assessora all’Ambiente Federica Burdisso smentisce un cambio di programma da parte di Amiat nella struttura di Tetti dell’Oleo.

di G. D’A.

Borgaro – “Non sta avvenendo nessun cambio nel procedimento di produzione del compost nell’impianto di via Mappano 25. Come anche l’anno scorso, le temperature alte di stagione stanno probabilmente favorendo lo sprigionarsi di cattivi odori, che comunque sembra siano stati avvertiti in un’area molto circoscritta”. Federica Burdisso, aassessora borgarese all’Ambiente nonché Vicesindaco, rassicura chi in questi giorni si è rivolto anche a noi in Redazione per capire perché dallo stabilimento sito in località Tetti dell’Oleo siano ritornati i cattivi odori che fino a qualche anno fa erano un vero problema per i cittadini e l’amministrazione comunale. Sembrano infatti  lontani, parliamo del 2011, i tempi delle proteste di massa, soprattutto dei mappanesi, per le puzze provenienti dallo stabilimento di proprietà di Amiat che portò l’allora Sindaco a firmare un’ordinanza di stop al processo di lavorazione.

Da quel momento è partito un processo di riconversione dei macchinari, costato diversi milioni di euro alla municipalizzata torinese, che attualmente non tratta più la frazione organica derivante direttamente dalla raccolta differenziata, ma materiali già sottoposti ad un pretrattamento di digestione anaerobica. Un piano di lavoro che, da quello che comunicano da Amiat, sta portando alla realizzazione di compost raffinato che viene stoccato in apposite aree in attesa di utilizzo.


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Giovanni D'Amelio